
Dalla gestione del sistema idrico alle politiche sanitarie, fino alle partecipazioni societarie: le decisioni della Giunta delineano un modello più centrato sull’interesse pubblico e sull’efficienza dei servizi.
Si muove lungo direttrici chiare e fortemente orientate alla tutela dell’interesse collettivo l’azione della Giunta regionale della Campania, riunitasi questo pomeriggio a Palazzo Santa Lucia per affrontare una serie di dossier strategici che toccano ambiti cruciali come la gestione delle risorse idriche, le politiche sanitarie, il governo delle partecipazioni e la programmazione culturale. Le misure approvate non rappresentano interventi isolati, ma si inseriscono in una visione complessiva che punta a rafforzare il ruolo pubblico nella gestione dei servizi essenziali, a migliorare l’efficienza del sistema sanitario e a garantire maggiore trasparenza e controllo nelle dinamiche amministrative e societarie della Regione. Il provvedimento più significativo riguarda senza dubbio la gestione del sistema acquedottistico della cosiddetta “Grande adduzione primaria”, infrastruttura strategica per la distribuzione dei grandi volumi d’acqua sul territorio regionale. La Giunta ha infatti deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della GRIC S.p.A., il soggetto che avrebbe dovuto assumere un ruolo centrale nella gestione operativa del sistema. Una scelta che si colloca in un contesto già complesso, segnato da un contenzioso in atto presso il TAR Campania, che ha sospeso l’efficacia della gara in attesa della decisione nel merito prevista per l’11 marzo 2026. Il ritiro della procedura non è però un semplice passo indietro, ma l’avvio di una nuova fase: la Regione ha infatti annunciato l’apertura di un’istruttoria finalizzata a ridefinire il modello gestionale, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il ruolo pubblico nella gestione dell’acqua, considerata un bene essenziale. Si tratta di una scelta che assume anche un forte valore politico, perché rilancia il tema della gestione pubblica delle risorse idriche come garanzia di equità, efficienza e sostenibilità, in un settore in cui le decisioni incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’equilibrio economico delle tariffe.
Accanto a questo, la Giunta è intervenuta anche su una situazione di stallo amministrativo che riguarda il Consorzio ASI di Caserta, prendendo atto dell’inerzia degli organi consortili rispetto a una diffida ad adempiere e disponendo la nomina di un Commissario ad acta. A quest’ultimo spetterà il compito di adottare i provvedimenti necessari per l’esclusione della fondazione ASICE ETS e della società consortile Coplus s.r.l. dal novero dei consorziati, ristabilendo condizioni di legalità e funzionalità all’interno dell’ente. Anche in questo caso, l’intervento regionale evidenzia la volontà di esercitare un controllo più stringente sui soggetti partecipati e sugli organismi collegati, evitando situazioni di immobilismo che rischiano di compromettere l’efficacia dell’azione amministrativa. Particolarmente articolato è il capitolo dedicato alle politiche sanitarie, che rappresentano uno dei pilastri dell’azione regionale. Tra i provvedimenti approvati spicca il Piano regionale triennale di contrasto alle dipendenze patologiche 2025-2027, finanziato con oltre 5,4 milioni di euro, che punta a rafforzare le azioni di prevenzione, cura e riabilitazione in relazione a fenomeni sempre più diffusi come l’abuso di sostanze, l’alcol dipendenza e il disturbo da gioco d’azzardo. Il Piano non si limita a interventi sanitari in senso stretto, ma prevede un approccio integrato che coinvolge scuole, territorio e servizi sociali, con l’obiettivo di favorire anche il reinserimento sociale e lavorativo delle persone coinvolte. Un aspetto rilevante è rappresentato dal ruolo delle ASL, chiamate a elaborare piani aziendali specifici per adattare le strategie regionali alle esigenze locali, in un’ottica di maggiore efficacia e prossimità.
Sempre in ambito sanitario, la Giunta ha preso atto delle linee progettuali relative all’utilizzo di oltre 84 milioni di euro di risorse vincolate per il raggiungimento degli obiettivi prioritari del Piano Sanitario Nazionale. Le direttrici individuate delineano un sistema sanitario sempre più orientato alla presa in carico complessiva del paziente, con particolare attenzione ai soggetti affetti da multi-cronicità, attraverso percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati e condivisi. Centrale è anche il tema dell’equità nell’accesso alle cure, insieme allo sviluppo della rete della terapia del dolore e delle cure palliative, comprese quelle pediatriche, che rappresentano ambiti ancora troppo spesso marginalizzati ma fondamentali per garantire dignità e qualità della vita ai pazienti. Non meno importante è l’investimento nella prevenzione e nell’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e di rendere il sistema più moderno ed efficiente; in questo contesto si inserisce anche la realizzazione del numero europeo 116117 per le cure non urgenti, uno strumento destinato a migliorare l’accesso ai servizi sanitari e a ridurre la pressione sui pronto soccorso.
Un ulteriore intervento riguarda la riorganizzazione dell’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e delle liste di attesa, tema particolarmente sensibile per i cittadini. L’Unità, presieduta dal Presidente della Giunta e composta dai vertici della direzione generale per la tutela della salute, avrà il compito di individuare il nuovo Responsabile unico regionale e di coordinare le strategie per ridurre i tempi di attesa, migliorando l’efficienza del sistema e la qualità dei servizi erogati. Nel quadro delle politiche sanitarie si inserisce anche l’approvazione del Piano triennale dei fabbisogni di personale dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II per il periodo 2024-2026, adottato nel rispetto dei vincoli normativi e dei limiti di spesa. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire un adeguato dimensionamento degli organici e per rispondere in modo più efficace alle esigenze assistenziali, in un contesto in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali criticità del sistema sanitario.
La seduta della Giunta ha affrontato anche il tema della programmazione culturale, con l’approvazione del Piano pluriennale delle attività 2025-2028 della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che prevede, tra l’altro, l’avvio della procedura per la selezione del nuovo direttore, e quello della gestione delle partecipazioni societarie, con il via libera al conto giudiziale relativo alle azioni e quote detenute dalla Regione nel periodo compreso tra agosto e dicembre 2025, documento che certifica la consistenza del patrimonio societario regionale e rafforza i principi di trasparenza e controllo. A fare da filo conduttore a tutte le decisioni è la centralità dell’interesse pubblico, come sottolineato dal Presidente della Regione, che ha ribadito con forza la volontà di riportare sotto una gestione prevalentemente pubblica un settore strategico come quello idrico, sottolineando come l’acqua rappresenti una risorsa fondamentale che deve essere amministrata nell’ottica del bene comune, garantendo efficienza e tariffe eque. Una posizione che si inserisce in un orientamento politico chiaro e coerente, volto a rafforzare il ruolo delle istituzioni nella tutela dei servizi essenziali e a costruire un modello amministrativo capace di coniugare efficienza gestionale, sostenibilità e responsabilità sociale.








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