Dura nota del Coordinamento campano per l’Acqua Pubblica: “Tradito il referendum del 2011, cittadini esclusi e giornalisti ostacolati. Ora la politica cambi rotta”.
Il Coordinamento campano per l’Acqua Pubblica attacca duramente l’Ente Idrico Campano dopo la seduta del Comitato esecutivo che, con l’unico voto contrario di Salvatore Parisi, ha deliberato la privatizzazione per i prossimi trent’anni del servizio idrico nel distretto di Caserta. Contestualmente è stato approvato anche l’aumento delle bollette per i cittadini della provincia, “cornuti e mazziati”, scrive il Comitato in una nota.
Diversa la sorte per il distretto Alto Calore, nelle province di Avellino e Benevento: qui la decisione sull’aumento delle tariffe è stata rinviata a seguito delle pressioni dei comitati irpini sulla politica locale. Una battaglia che ha portato, sottolinea il Coordinamento, anche alle dimissioni dell’amministratore delegato dell’Alto Calore, avv. Lenzi.
Il Comitato denuncia inoltre la gestione della seduta, definita “incredibile”: l’accesso del pubblico sarebbe stato impedito in violazione dell’art. 16 dello Statuto dell’Eic, che prevede la pubblicità delle riunioni. Solo tre persone sarebbero state ammesse in sala nonostante l’ampia capienza. “Ancora più grave – si legge nella nota – è stata la violazione dell’art. 21 della Costituzione, quando si è tentato di vietare l’ingresso a due giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine. Abbiamo dovuto gridare forte per consentire almeno la presenza della stampa”.
Il Coordinamento richiama anche il referendum del 2011, quando 26 milioni di cittadini sancirono il principio dell’acqua come bene comune. Padre Alex Zanotelli, presente alla seduta, ha dichiarato di aver avuto “l’impressione di trovarsi nel sinedrio, dove l’imputato non era Gesù ma l’acqua pubblica”.
“Quello che è accaduto – prosegue la nota – è l’ennesimo tradimento della volontà popolare. I cittadini, giunti da tutta la regione, hanno dimostrato di non voler arrendersi”. Da qui l’appello ai candidati alle prossime elezioni regionali, con un riferimento diretto a Roberto Fico: “Invertire la rotta tracciata da De Luca, che ha avviato la svendita della nostra acqua. Non bastano le parole: servono atti concreti a difesa del bene più prezioso che abbiamo”.








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