
Dopo il nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario, l’OMCeO Benevento alza il livello della denuncia. Il presidente Luca Milano: “Chi aggredisce chi cura colpisce l’intera comunità. Lo Stato garantisca sicurezza o si assuma la responsabilità della paralisi dei servizi”.
Un nuovo episodio di violenza contro il personale sanitario riaccende l’allarme a Benevento. A un mese dall’ultima aggressione registrata all’ospedale “San Pio”, un altro grave fatto si è verificato presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL, dove il dottor Paolo Cavalli, direttore dell’UOC, è stato aggredito da un uomo non paziente della struttura, presente nei corridoi degli ambulatori. Nella colluttazione è rimasta ferita anche un’infermiera, intervenuta per prestare aiuto. Secondo quanto ricostruito, l’episodio sarebbe nato da un semplice invito rivolto all’uomo ad allontanarsi, per tutelare la privacy dei pazienti.
Tempestivo l’intervento dei Carabinieri, che hanno arrestato l’aggressore. Ma per l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Benevento il punto non può più essere limitato alla cronaca del singolo episodio. La posizione dell’OMCeO è netta: non bastano più parole di solidarietà, comunicati di circostanza o attestati formali dopo ogni aggressione. Serve una risposta concreta dello Stato. “È un episodio di una gravità inaccettabile”, dichiara il presidente dell’Ordine, Luca Milano. “La violenza contro il personale sanitario non è più tollerabile, in alcuna forma. Né fisica, né verbale. Nessuna provocazione può giustificarla e nessuna frustrazione può legittimarla”.
Per Milano, l’aggressione a un medico o a un infermiere non colpisce soltanto il singolo professionista, ma incrina il rapporto stesso tra cittadini e sanità pubblica. “Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e serenità, senza essere costretti a lavorare nella paura. Chi aggredisce chi cura non colpisce soltanto un professionista, ma l’intera comunità e il diritto alla salute di tutti”. L’episodio assume, nelle parole del presidente dell’OMCeO, un significato ancora più amaro perché arriva mentre l’Ordine dei Medici di Benevento è impegnato nella manifestazione per la pace a Odessa, in Ucraina, a difesa del diritto alla vita e della dignità della persona. “Essere medici significa anche essere costruttori di pace, difendere la vita, tutelare la dignità della persona e promuovere una cultura del rispetto. Per questo è doloroso constatare che, mentre portiamo questo messaggio oltre i nostri confini, siamo costretti a denunciare episodi di violenza proprio nei luoghi deputati alla cura”.
La richiesta dell’Ordine si muove su due piani. Il primo è culturale. Milano invoca un “Patto Culturale Nazionale” che coinvolga istituzioni, scuola, famiglie e media per ricostruire il valore della relazione tra medico e paziente, fondata su rispetto, fiducia e responsabilità reciproca. In questa direzione si inserisce anche il sostegno alla campagna della FNOMCeO e alle iniziative di sensibilizzazione come “Io Ti Curo”, pensate per riaffermare che difendere gli operatori sanitari significa difendere il diritto alla salute. Il secondo piano è quello della sicurezza. L’Ordine chiede la presenza costante delle Forze dell’Ordine nei presidi sanitari, la certezza della pena per chi aggredisce il personale e l’applicazione immediata ed effettiva delle tutele previste dalla legge. Non si tratta, secondo Milano, di militarizzare gli ospedali, ma di garantire condizioni minime di protezione in luoghi dove la fragilità delle persone, la pressione sui servizi e la tensione emotiva possono trasformarsi in rischio quotidiano per chi lavora.
“Proteggere chi lavora per la salute significa proteggere la sanità pubblica e, con essa, la civiltà del nostro Paese”, sottolinea il presidente. “Chi aggredisce un medico o un infermiere spezza la catena della cura. Se chi deve curare è costretto a lavorare nel terrore, la sanità pubblica rischia di fermarsi. E quando viene meno la sicurezza degli operatori, a pagarne il prezzo sono prima di tutto i cittadini”. L’Ordine dei Medici di Benevento annuncia quindi una linea di “tolleranza zero” e promette di continuare a denunciare ogni episodio di violenza, chiedendo risposte non più rinviabili. “Non faremo un solo passo indietro”, conclude Milano. “Continueremo a difendere la dignità e la sicurezza di chi ogni giorno è al servizio della salute degli altri. Chi aggredisce chi cura, aggredisce l’intera comunità. Ora basta”.






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