Dai giovani agli anziani la quota di consumatori quotidiani cresce con l’età, e in Italia il vino a tavola cede il passo a birra, aperitivi e consumi fuori pasto. Per quasi 2,5 milioni di ultra 65enni i comportamenti sono a rischio.

Più si invecchia, più aumenta la probabilità di bere alcol ogni giorno. Nel 2025 il 4,8% degli europei dai 16 anni in su ha dichiarato un consumo quotidiano, ma tra gli over 65 la quota sale all’8,9%, quasi una persona su undici. Tra i giovani di 16-24 anni si ferma allo 0,8%. I nuovi dati Eurostat sulle condizioni di vita nell’Unione europea mostrano anche che tra gli over 65 è alta la quota di chi non beve affatto o non ha consumato alcol nell’ultimo anno, il 40,9%, contro il 44,4% dei 16-24enni e valori intorno al 28% nelle fasce tra 25 e 64 anni. Nel complesso il 19,2% degli europei beve almeno una volta alla settimana, il 21,8% almeno una volta al mese e il 20,7% meno frequentemente, mentre il 33,5% non ha bevuto nell’ultimo anno o dichiara di non aver mai consumato alcol. Il confronto con l’Italia mostra quanto il consumo resti diffuso nelle fasce più anziane e come stiano cambiando alcune abitudini. Secondo l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, che ha pubblicato ad aprile 2026 dati riferiti al 2024, l’81,2% degli uomini over 65 e il 50,1% delle donne ha consumato almeno una bevanda alcolica.

In Italia il vino resta centrale, ma cresce il consumo fuori pasto. Tra gli over 65 italiani il vino è la bevanda alcolica più diffusa, e lo consuma il 74,8% degli uomini e il 43,2% delle donne. La birra raggiunge rispettivamente il 56,1% e il 25%. Negli ultimi dieci anni, però, è aumentato il consumo fuori pasto, che nel 2024 riguarda il 30% degli uomini over 65 e il 10,3% delle donne. Rispetto al 2014 significa una crescita del 22% tra gli uomini e dell’80,7% tra le donne. L’Iss rileva incrementi anche per birra e aperitivi. Tra i 65-74enni, in dieci anni, il consumo di birra è salito del 28% tra gli uomini e del 64,9% tra le donne, quello degli aperitivi del 43,7% e del 96,7%. La crescita prosegue nelle età successive. Tra i 75-84enni la birra aumenta del 53,9% tra gli uomini e del 99,1% tra le donne, mentre gli aperitivi salgono rispettivamente del 36,4% e del 147,4%. Anche dopo gli 85 anni le variazioni restano consistenti, perché rispetto al 2014 il consumo di birra tra gli uomini è più che raddoppiato e quello degli aperitivi è cresciuto del 132,3% tra gli uomini e del 276,9% tra le donne. Per l’Iss questi andamenti indicano un progressivo allontanamento dal tradizionale modello mediterraneo, fondato soprattutto sul consumo moderato di vino durante i pasti.

Quasi 2,5 milioni di over 65 italiani hanno consumi a rischio. Nel 2024 l’Iss stima circa 2,45 milioni di ultra 65enni con almeno un comportamento di consumo considerato a rischio per la salute. La quota raggiunge il 29,3% tra gli uomini e il 7,5% tra le donne. Il consumo abituale eccedentario riguarda il 26,9% degli uomini e il 6,3% delle donne, il bere fuori pasto interessa il 30% degli uomini e il 10,3% delle donne, mentre il binge drinking coinvolge rispettivamente il 5,5% e l’1,4%. Con l’età cambia anche il metabolismo dell’alcol. L’Iss segnala una riduzione dell’acqua corporea e dell’attività dell’alcol-deidrogenasi, l’enzima che interviene nella metabolizzazione. A parità di quantità ingerita, la concentrazione di alcol nel sangue può quindi risultare più alta e persistere più a lungo. Per gli over 65 l’Iss indica come riferimento non più di una unità alcolica al giorno, pari indicativamente a 125 millilitri di vino, 330 di birra o 40 di superalcolico. Il tema si inserisce in un contesto europeo in cui il consumo di alcol resta molto elevato. I dati dell’Oms indicano 9,2 litri di alcol puro consumati in media ogni anno per adulto nella Regione europea, con circa 800 mila decessi annui attribuibili all’alcol.

Leave a Reply

  • (not be published)