Il sindacato contesta le comunicazioni inviate dall’Ater della Provincia di Roma ai Comuni per presunte morosità degli assegnatari. Chiesto l’intervento della Regione Lazio e l’apertura di un tavolo per evitare una nuova emergenza sociale.

Circa 1.700 famiglie assegnatarie di alloggi popolari rischiano l’avvio di procedure di decadenza per morosità. A denunciarlo è l’Unione Inquilini del Lazio, che punta il dito contro l’Ater della Provincia di Roma dopo l’invio ai Comuni di comunicazioni che potrebbero trasformarsi nel primo passaggio verso la perdita dell’assegnazione abitativa. Secondo il sindacato, la vicenda presenta profili gravi non solo sul piano sociale, ma anche su quello amministrativo. Le contestazioni riguarderebbero infatti conteggi ritenuti non chiari, banche dati non aggiornate, richieste inviate anche a persone decedute e la mancata considerazione della prescrizione prevista dalla legge. Un quadro che, per l’Unione Inquilini, rischia di scaricare su famiglie già fragili e sugli enti locali le conseguenze di ritardi e inefficienze gestionali. Il punto centrale è la trasparenza delle somme contestate. Il sindacato lamenta l’assenza di indicazioni analitiche capaci di permettere agli assegnatari di comprendere l’origine dei presunti debiti e di verificare la correttezza delle richieste. Una criticità già emersa, secondo l’associazione, anche in occasione di precedenti diffide inviate nell’agosto scorso e mai realmente superata.

L’eventuale prosecuzione delle procedure potrebbe aprire un fronte delicatissimo per i Comuni della provincia romana, molti dei quali non dispongono di risorse abitative alternative per fronteggiare un’ondata di decadenze. Per questo l’Unione Inquilini parla di rischio emergenza sociale e chiede che la questione non venga trattata come una semplice partita contabile. Nel mirino c’è anche la Regione Lazio. Il sindacato sollecita l’intervento dell’assessore alle Politiche abitative Pasquale Ciacciarelli, chiamato a verificare quanto sta accadendo e a intervenire sul progressivo deterioramento dell’edilizia residenziale pubblica nella Città metropolitana di Roma. La richiesta è quella di aprire un tavolo che coinvolga Ater, Regione, Comuni e organizzazioni degli inquilini, con l’obiettivo di individuare soluzioni sostenibili.

Tra le proposte avanzate figura l’introduzione di misure transattive e percorsi di regolarizzazione agevolata, capaci di tenere conto del peggioramento delle condizioni economiche di molte famiglie. Secondo l’Unione Inquilini, altre Ater del Lazio avrebbero già sperimentato strumenti più flessibili per evitare che la morosità si traduca automaticamente nella perdita della casa. La vicenda riapre il tema della gestione dell’edilizia residenziale pubblica e della necessità di procedure chiare, verificabili e socialmente sostenibili. L’emergenza abitativa, sostiene il sindacato, non può essere scaricata sui Comuni né affrontata con comunicazioni generiche che rischiano di colpire nuclei già in difficoltà.

Agli assegnatari destinatari di contestazioni viene consigliato di verificare attentamente la documentazione ricevuta, chiedere chiarimenti all’Ater e al Comune di riferimento e rivolgersi alle organizzazioni di tutela per controllare la correttezza dei conteggi e delle procedure. Ora si attendono risposte ufficiali dall’Ater della Provincia di Roma e dalla Regione Lazio. Il nodo non riguarda soltanto il recupero di eventuali somme dovute, ma la tenuta sociale di un sistema abitativo già fragile. Senza verifiche puntuali e senza un percorso conciliativo, il rischio è che un problema amministrativo si trasformi in una nuova emergenza per migliaia di persone.

Leave a Reply

  • (not be published)