
La proposta di trasferire il Liceo Colletta e la scuola media Cocchia riapre il confronto urbanistico cittadino. L’associazione invita Comune e Provincia ad avviare un percorso aggiornato e partecipato, fondato su riuso, servizi, mobilità e sostenibilità.
La proposta di realizzare un nuovo campus scolastico per il Liceo Colletta e la scuola media Enrico Cocchia riapre il dibattito sul futuro urbanistico di Avellino. L’intesa tra Provincia e Comune, con la candidatura del progetto di demolizione e ricostruzione al programma regionale “Scuola Viva in Cantiere”, ha acceso il confronto sulla localizzazione delle nuove strutture scolastiche e, più in generale, sul modello di città da costruire nei prossimi anni. La soluzione indicata nell’accordo riguarda l’area di via Scandone, con la Provincia come ente capofila. Ma la discussione si è allargata anche ad altre ipotesi, tra cui l’area Ni01 alle spalle di via Colombo.
In questo scenario interviene Legambiente Avellino, che invita a non ridurre il confronto a una semplice scelta tra due siti. Per l’associazione ambientalista, la questione scolastica deve diventare l’occasione per riaprire una riflessione complessiva sulla pianificazione urbanistica della città, a partire dall’aggiornamento del Piano urbanistico comunale. Il Puc attualmente in vigore, approvato nel 2008, viene considerato non più pienamente adeguato alle esigenze attuali. In questi anni sono cambiati l’assetto demografico, i bisogni dei quartieri, le condizioni della mobilità urbana e le priorità legate alla sostenibilità ambientale e alla resilienza climatica. Per questo, secondo Legambiente, una variante limitata alla sola emergenza scolastica non sarebbe sufficiente.
Serve invece un percorso organico e partecipato, capace di definire funzioni, servizi e priorità per le diverse aree della città, evitando nuovo consumo di suolo e puntando sulla rigenerazione dell’esistente. “Avellino deve rigenerare la città esistente”, è il messaggio dell’associazione, che chiede un cambio di metodo prima ancora che una decisione definitiva sulla collocazione delle scuole. Al centro della proposta ci sono processi partecipativi più ampi, tavoli pubblici, consultazioni con cittadini, famiglie, professionisti, comunità scolastiche e associazioni. La localizzazione di un polo scolastico, infatti, non riguarda soltanto gli edifici da costruire, ma incide sulla mobilità quotidiana di migliaia di studenti e famiglie, sulla distribuzione dei servizi, sull’equilibrio dei quartieri e sulla qualità degli spazi pubblici.
Per Legambiente, il nuovo assetto dovrà tenere insieme almeno tre priorità: riuso del tessuto urbano già consolidato, potenziamento dei servizi e criteri di progettazione sostenibile per gli edifici pubblici. Il tema non è soltanto dove collocare il Liceo Colletta e la scuola media Cocchia, ma quale idea di città accompagnare attraverso quella scelta. Gli edifici scolastici di nuova realizzazione dovranno rispondere a standard elevati di efficienza energetica, accessibilità, sicurezza, qualità degli spazi e integrazione con il contesto urbano. Allo stesso tempo, le scelte urbanistiche dovranno essere valutate alla luce dei flussi di mobilità, dell’impatto sui quartieri e della possibilità di creare servizi realmente fruibili dalla comunità. Il dibattito si colloca in una fase nella quale Avellino è chiamata a ripensare il proprio sviluppo urbano, superando logiche emergenziali e decisioni frammentate.
Per l’associazione ambientalista, il nuovo campus scolastico può rappresentare un’opportunità importante, ma solo se inserito in una visione più ampia, capace di guardare ai prossimi decenni. La richiesta rivolta a Comune e Provincia è quindi quella di aprire una fase di pianificazione rinnovata, trasparente e condivisa. Non una semplice variante tecnica, ma un percorso capace di aggiornare il quadro urbanistico cittadino, valorizzare il patrimonio esistente, ridurre il consumo di suolo e costruire una città più sostenibile, accessibile e vicina ai bisogni reali dei cittadini. La scelta sulla sede del Liceo Colletta e della scuola Cocchia diventa così il punto di partenza di una domanda più ampia: come deve crescere Avellino? Per Legambiente, la risposta passa dalla rigenerazione urbana, dalla partecipazione e da un nuovo Piano urbanistico comunale capace di leggere la città di oggi e orientare quella di domani.





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