L’esponente di Italia Viva rilancia con fermezza l’urgenza di attuare la Legge Regionale 36/2017: “Lo strumento normativo esiste, ma resta lettera morta. La Basilicata non può più permettersi sprechi di opportunità”.
«È giusto accogliere con favore l’iniziativa del Ministro Lollobrigida sulla disponibilità di terreni agricoli pubblici tramite il DDL Coltivitalia, ma è altrettanto doveroso non dimenticare che la Regione Basilicata ha già da sette anni una propria legge, tuttora inapplicata, che prevede la creazione e la gestione della Banca delle Terre Lucane. Una legge che, se pienamente attuata, avrebbe potuto offrire opportunità ben più estese ai giovani agricoltori della nostra regione». A parlare è Luca Braia, consigliere regionale di Italia Viva ed ex assessore all’agricoltura, che con toni fermi ma costruttivi richiama l’attenzione dell’Assessore regionale all’Agricoltura Cicala su uno dei nodi irrisolti della politica agraria lucana.
La Legge Regionale 14 dicembre 2017, n. 36, istitutiva della Banca della Terra di Basilicata (BRLT), fu approvata con l’obiettivo dichiarato di recuperare e valorizzare le migliaia di ettari di terreni incolti o abbandonati presenti sul territorio regionale, assegnandoli a giovani agricoltori attraverso un sistema trasparente e informatizzato. Il compito di implementare e gestire il progetto era stato affidato all’ALSIA (Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura), che avrebbe dovuto procedere alla mappatura, censimento, gestione e concessione dei fondi agricoli disponibili, integrando anche gli strumenti tecnologici per l’accesso e il monitoraggio.
“Parliamo di una legge chiara, concreta, che definisce compiti, obiettivi e beneficiari,” sottolinea Braia. “Eppure, a distanza di sette anni, nulla di tutto questo è stato messo in atto. La legge giace ancora nei cassetti della Regione.”
Il riferimento al DDL Coltivitalia, promosso dal Governo nazionale e che prevede la messa a disposizione di 158 ettari in Basilicata (su un totale nazionale di 12.000 ettari), viene accolto con rispetto, ma anche con una nota critica: “Ben vengano le misure statali – afferma Braia – ma non possiamo ignorare che la nostra regione dispone già di centinaia di volte più superficie potenzialmente utilizzabile, grazie alla legge regionale. Ma tutto resta bloccato.”
Il cuore della riflessione di Braia riguarda il ruolo dei giovani agricoltori, sempre più penalizzati da barriere burocratiche, mancanza di accesso alla terra e assenza di politiche attuative efficaci. La BRLT, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto:
- Favorire l’incremento della superficie media delle aziende agricole attraverso politiche di accorpamento fondiario;
- Stimolare l’occupazione giovanile nei settori agricolo e forestale;
- Recuperare terreni improduttivi o abbandonati, inclusi quelli con destinazioni non agricole;
- Semplificare le norme e le procedure che attualmente ostacolano l’utilizzo produttivo dei suoli disponibili;
Tutela del territorio contro il degrado idrogeologico, attraverso la coltivazione e il presidio delle aree abbandonate (art. 5, L.R. 36/2017).
Si tratta di misure che avrebbero potuto generare occupazione, presidio ambientale, recupero economico e coesione sociale, se solo la legge fosse stata implementata. “Il dato di fatto è che la Regione Basilicata possiede uno strumento legislativo potente, scritto da lucani per la Basilicata, che aspetta solo di essere attuato,” ribadisce il consigliere.
Braia non rinuncia a una riflessione politica: “Durante la scorsa legislatura ho personalmente sollecitato più volte, sia in Commissione che in Consiglio, l’attuazione di questa legge, dialogando anche con il direttore dell’ALSIA. Purtroppo senza esito. Oggi, avendo anche sostenuto questo governo regionale, voglio rinnovare la fiducia, ma anche richiamare con forza agli impegni presi in campagna elettorale.”
L’auspicio espresso da Braia è che il presidente Vito Bardi e l’assessore Cicala sappiano cogliere l’occasione di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato, utilizzando appieno gli strumenti normativi esistenti per ridisegnare la politica agricola lucana con al centro i giovani, la sostenibilità e il presidio del territorio.
“Serve una svolta vera, una nuova governance del comparto agricolo che non sia solo annuncio ma attuazione. I nostri giovani non aspettano convegni, ma opportunità reali per restare, investire, costruire il loro futuro.”
L’intervento di Braia si chiude con un messaggio pragmatico, rivolto alla Giunta e a tutta la politica regionale: “Non serve scrivere nuove leggi se quelle già approvate vengono ignorate. Il nostro dovere istituzionale è applicare ciò che esiste, semplificare i percorsi e restituire credibilità all’azione pubblica. La BRLT può essere uno dei motori del rilancio agricolo e occupazionale lucano. Ma solo se passa dalla carta ai fatti.” Il tempo dell’attesa è finito. Per l’agricoltura lucana e i suoi giovani, la vera innovazione oggi passa da una parola chiave: applicazione.






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