
Ad Alife cinque appuntamenti dedicati al vino, al territorio e alle eccellenze agroalimentari del Matese. Presentato “Dolomieu”, il primo Chardonnay in purezza del Matese firmato Tenuta Donna Paola.
Si è concluso a San Michele, frazione di Alife, il corso di avvicinamento al vino “Calici di Viti”, promosso da Coldiretti Caserta e Tenuta Donna Paola. Cinque appuntamenti dedicati alla cultura vitivinicola, alla valorizzazione delle aree interne e al racconto delle eccellenze agroalimentari del territorio. La rassegna si è chiusa con la presentazione del “Dolomieu” di Tenuta Donna Paola, primo Chardonnay in purezza del Matese, raccontato dall’enologo Fabio Gennarelli. Il nome del vino è un omaggio a Déodat de Dolomieu, il geologo francese che per primo studiò la composizione della dolomia, la roccia che caratterizza e arricchisce i terreni di questa zona.
Durante il percorso si sono svolti tour speciali nel vigneto di Colle Capasso, accompagnati dal racconto della storia del territorio e dell’azienda. Tra gli elementi più significativi, la custodia di una vecchia etichetta dei primi del Novecento, testimonianza di una tradizione produttiva già allora capace di guardare oltre i confini locali: l’azienda esportava infatti il Pallagrello spumantizzato negli Stati Uniti già nel secolo scorso. Il corso ha intrecciato degustazione, formazione e memoria dei luoghi. Il percorso ha toccato anche la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, fondata su uno dei terreni che fiancheggiano la tenuta, rafforzando il legame tra viticoltura, paesaggio e identità comunitaria. Momento centrale della chiusura è stata la masterclass finale guidata dal sommelier AIS Caserta Pietro Iadicicco, dedicata a “L’arte dell’abbinamento perfetto”. Un’occasione per approfondire il rapporto tra vino e cibo, tra tecnica della degustazione e valorizzazione delle produzioni locali.
Alla rassegna ha partecipato anche Manuel Lombardi, che ha presentato il suo conciato romano, una delle eccellenze casearie più identitarie del Casertano. Spazio anche ai “Viticoltori del Casavecchia”, cooperativa di piccoli produttori vitivinicoli con sede a Pontelatone, che rappresenta un’altra realtà significativa del panorama enologico provinciale. La serata conclusiva è stata arricchita dalla degustazione di piatti curati dal Pastificio Martino di Alife e dall’esibizione freestyle del pizzaiolo Simone Zullo, campione mondiale pizzaiuolo alla Caputo Cup. Zullo ha preparato la marinara con olio extravergine del Matese e origano del Matese, la stessa con cui ha vinto la competizione. Il corso è stato curato dalla sezione Coldiretti di Alife, sotto la supervisione della responsabile Giusy Loffreda e della giornalista Adele Consola.
Soddisfatto Giuseppe Miselli, direttore di Coldiretti Caserta. “Abbiamo ricevuto una risposta sorprendente da questa prima edizione e ne siamo molto orgogliosi. Iniziative del genere sono fondamentali soprattutto per valorizzare le aree interne. Un corso pensato con il chiaro intento di guidare esperti e neofiti”, ha dichiarato. Per Francesco Testa, imprenditore e proprietario della Tenuta Donna Paola insieme alla figlia Maria Pia Francesca, “Calici di Viti” è un progetto profondamente legato alla storia recente della tenuta e alla rigenerazione del territorio.
“Calici di Viti è un progetto legato alla riconversione di una cava dismessa a vigneto e uliveto”, ha spiegato Testa. “I vigneti si adagiano su terreni collinari e sassosi. Qui il microclima è unico, l’eccellente esposizione e la presenza della dolomia danno ai nostri vini un profilo inconfondibile”. La prima edizione di “Calici di Viti” si chiude dunque come un’esperienza di formazione e promozione territoriale, capace di mettere insieme vino, agricoltura, paesaggio, memoria e sapori del Matese. Un percorso che conferma il ruolo delle aziende agricole e vitivinicole come presìdi culturali delle aree interne e come motori di una nuova narrazione del territorio.







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