Un’indagine sui rallentamenti, guasti e disservizi che tormentano chi viaggia ogni giorno tra Lazio e Campania

Ogni mattina e ogni sera, centinaia di pendolari si trovano catapultati in un viaggio che somiglia sempre più a una prova di resistenza: lungo la linea ferroviaria Roma-Napoli via Formia si susseguono guasti, rallentamenti e cancellazioni che rendono incerto ogni spostamento. Nel caos del 28 settembre 2025 si è toccato un nuovo apice — ma la tensione era nell’aria da settimane.

Nella cronaca del 28 settembre, una pagina di “Latina Today” ha segnalato un episodio critico sulla linea ferroviaria che collega Roma e Napoli via Formia: disservizi, ritardi e incertezze che hanno scatenato il malumore dei pendolari. Da allora, le segnalazioni si sono moltiplicate: i disagi descritti non appaiono come un caso isolato, bensì come l’ultimo tassello di una catena quasi quotidiana di problemi infrastrutturali, gestionali e comunicativi.

Da un lato, c’è il guasto all’Alta Velocità fra Roma e Napoli, segnalato per il 27 settembre, che ha provocato ritardi fino a 120 minuti.  Dall’altro, la linea AV era già soggetta a rallentamenti nella giornata del 24 settembre, con ritardi fino a 60-70 minuti, dovuti a un inconveniente tecnico nei pressi di Salone. 

Ma il nodo essenziale di questa inchiesta è la linea “ordinaria” via Formia, percorsa ogni giorno da lavoratori, studenti e viaggiatori che non hanno alternative praticabili. Il giorno 24 settembre, sulla FL7 Roma-Napoli via Formia, la circolazione risultava gravemente rallentata a causa di un guasto tecnico.  Nei mesi precedenti, persistenti ritardi fino a un’ora erano già stati registrati lungo la tratta, anche per problemi tecnici minori: ad esempio, un incidente dovuto a un treno fermo a Torricola nel marzo 2025 aveva scatenato ricadute sull’intero sistema. 

I pendolari contattati per questa inchiesta descrivono scenari sempre simili: un treno annunciato alle 7:05 che parte con venti minuti di ritardo; cambi improvvisi di binario senza preavviso; convogli affollati ben oltre la capienza; cancellazioni improvvise con sostituzione tramite autobus per tratte parziali; orari ormai calibrati sulla logica dell’imprevisto.

«Non sappiamo mai quando usciamo da casa», racconta una pendolare proveniente da Formia che ha scelto di restare anonima per timore di ripercussioni. «Questa mattina il treno delle 6:50 è stato cancellato all’ultimo, ci hanno detto “bus sostitutivo entro dieci minuti” ma siamo partiti con quaranta minuti di ritardo». Un altro viaggiatore da Minturno confessa: «Salto ogni mattina almeno una lezione, e quando riesco ad arrivare al lavoro siamo già in ritardo: non è vita».

I motivi che si intrecciano dietro questi disservizi sono molteplici. Da un lato, la rete è sottoposta a continui interventi di manutenzione programmata: Trenitalia ha diffuso un calendario che comprende lavori sull’intera linea Roma-Napoli (AV e “ordinaria”) fra il 15 settembre e il 12 ottobre 2025, con variazioni e cancellazioni per treni Alta Velocità, Intercity e regionali.  Inoltre, nella fascia romana, tra il 15 e il 26 settembre il nodo ferroviario di Roma e la stazione di Termini subiscono interventi che riducono la capacità di transito, impattando anche le tratte a lunga percorrenza. 

Dall’altro, i guasti tecnici e gli inconvenienti sulla linea AV — già citati — si riverberano come eco negativa anche sulla rete ordinaria, generando effetti domino: binari occupati, incastri sui passaggi, variazioni di percorso. È il caso del rallentamento del 24 settembre sulla linea AV, che ha generato ritardi fino a 60 minuti.  Anche un treno guasto sulla rete AV può compromettere la gestione del traffico su tratte parallele.

Un tema cruciale che emerge dalle interviste è la totale assenza di comunicazione efficace: pochi e tardivi annunci, monitor che non vengono aggiornati e informazioni frammentarie via app. Il pendolare non sa se restare in stazione o tentare una via alternativa. Spesso, inoltre, le opzioni alternative (bus sostitutivi, convogli deviati) arrivano solo come ripiego e non coprono capillarmente tutte le stazioni intermedie.

Le storie personali raccolte danno un volto al disagio sistemico: un professore che percorre la tratta Latina–Napoli denuncia che ormai deve partire con un’ora e mezza di anticipo per sopravvivere al sistema ferroviario; un’impiegata di Gaeta racconta di aver assistito al cedimento fisico di un anziano trattenuto in carrozza troppo a lungo.

Eppure, da chi guida la rete arriva spesso la versione ufficiale: i rallentamenti sono “fisiologici” durante i cantieri, i guasti “imprevisti” ma inevitabili, le cancellazioni “azioni necessarie per la sicurezza”. Le promesse sono molte: potenziamenti infrastrutturali, aggiornamenti tecnologici, interventi straordinari. Ma la concretezza è assente.

In questa spirale di disservizi quotidiani, l’interrogativo che rimane sospeso è se il diritto alla mobilità — garantito dalla Costituzione — valga davvero per chi deve viaggiare ogni mattina per lavoro o studio. Se non si interverrà con urgenza su risorse, programmazione e comunicazione, il 28 settembre – con il suo “caos treni” protagonista – resterà solo uno dei tanti giorni di crisi, non l’eccezione.

 

Emilia Cassani Guralata - laureata in psicopedagogia, oggi, affermata Senior Social Media Strategist e Collaboratrice Editoriale, con una vasta esperienza nella gestione delle principali piattaforme social - sia per aziende che per privati. Founder canale Telegram: @traccesocial

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