Il SAPPE torna a far discutere attaccando gli altri sindacati di Polizia penitenziaria ed è scontro aperto. In un comunicato stampa il segretario generale, Donato Capece prende le distanze sulla situazione del carcere minorile di AIrola, chiedendo trasparena e democrazia: “Prendiamo atto che in Campania (o almeno nel carcere minorile di Airola) esistono, almeno per quanto concerne la Polizia Penitenziaria, alcuni Sindacati gialli che scelgono di schierarsi con il “padrone” e non con i poliziotti per sostenere che ad Airola va tutto bene e che non c’è nessun problema… Sostenerlo, però, vuol dire raccontare una realtà diversa da quel che si presenta nell’Istituto penale per minorenni airolano. Il SAPPE, sino ad oggi, ha dato notizia e denunciato fatti oggettivi accaduti perché in tale particolare circostanza ha ritenuto al limite la situazione raggiunta, ma gli eventi critici si stanno reiterando con una frequenza oramai divenuta insostenibile. Sono sterili le polemiche dei difensori del ‘padrone’. Mettere la testa sotto la sabbia non vuol dire che i problemi non ci siano, anzi. Eppure, anche loro, i difensori dell’indifendibile, hanno o dovrebbero avere gli occhi per vedere: si sono accorti, ad esempio, che alcuni di quelli che loro chiamano “ragazzi” (ma che sono detenuti), per i quali sembrano preoccuparsi solo per gli eventuali “danni” a cui andrebbero incontro per la loro “eccessiva esposizione mediatica” (!) – come se fosse normale mandare foto e video dalle celle dell’Ipm -, hanno mandato in giro foto che sono pregiudizievoli dell’ordine e della sicurezza della struttura stessa e di chi in essa lavora in prima linea? Il SAPPE  continuerà a sollecitare e pretendere una trasparenza reale della gestione della cosa pubblica, un concreto rispetto delle regole e della democrazia in materia di organizzazione del lavoro dei poliziotti di Airola, di salubrità dei posti di lavoro, di rispetto dei diritti inviolabili di ogni singolo Agente, Sovrintendente, Ispettore di Polizia Penitenziaria. Soprattutto rivendichiamo il diritto alla trasparenza perché non abbiamo nulla da nascondere. L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale – ma ancora sconosciuto – lavoro svolto quotidianamente, lo ripeto, con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. E la Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere minorile di Airola è formata da persone che nonostante l’insostenibile, pericoloso e stressante lavoro credono nella propria professione, che hanno valori radicati, un forte senso d’identità e d’orgoglio, gradi professionalità e ogni giorno in carcere ad Airola fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano ogni giorno. Ad ognuno la libertà di scegliere da che parte schierarsi. Ma non è certo nascondendo la testa sotto la sabbia – come fanno gli struzzi – o negando quel che succede per non mettere in cattiva luce ‘il padrone’ che si risolvono le criticità reali della Polizia Penitenziaria in servizio all’IPM di Airola!”

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