Sabato 10 ottobre Palazzo Cappuccini Art Relais ospita la mostra-evento dedicata al decennale del collettivo napoletano. Diciotto artisti, differenti linguaggi espressivi e una giornata di incontri con il pubblico per riflettere sulle trasformazioni della società contemporanea, sul ruolo dell’arte e sulla complessità dell’esperienza umana.
Dieci anni di ricerca indipendente, sperimentazione e confronto con le inquietudini del presente. Il collettivo cchiùArt celebra il proprio decennale con una giornata interamente dedicata all’arte contemporanea, in programma sabato 10 ottobre 2026 negli spazi di Palazzo Cappuccini Art Relais, in via Vittorio Emanuele 730 a Napoli. L’appuntamento sarà costruito come un incontro aperto tra pubblico e artisti. Dalle 11 alle 18 sarà possibile visitare la mostra insieme all’entourage di cchiùArt, entrando direttamente in relazione con opere e autori e approfondendo i percorsi che hanno accompagnato il collettivo nel corso di un decennio di attività. Nato come spazio indipendente di sperimentazione, cchiùArt riunisce oggi 18 artisti che utilizzano tecniche e linguaggi differenti ma condividono una medesima tensione: osservare la realtà contemporanea, interpretarne le trasformazioni e interrogarsi sul ruolo dell’artista in una società caratterizzata da comunicazioni continue, mutamenti rapidi e identità sempre più fluide.
“Fare arte significa soprattutto riuscire a creare qualcosa di autentico per riflettere sul difficile ruolo dell’artista di oggi, impegnato come sempre a risvegliare le coscienze”, spiegano gli artisti del collettivo. Da questa impostazione nasce una ricerca che attraversa le esperienze quotidiane e le molteplici percezioni prodotte da un sistema dominato da immagini, messaggi e codici in continua evoluzione. Il confine tra vero e falso, il lato oscuro dell’esistenza, le trasformazioni dell’identità e le contraddizioni della contemporaneità diventano così materia artistica. La mostra restituisce questa pluralità attraverso una significativa contaminazione di linguaggi. La scultura e la pittura di Sonia Vinaccia dialogano con la fotografia di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante; la pittura trova espressione nei lavori di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, Maurizio Cascella e Marilena Marotta, mentre Sara Missaglia propone il linguaggio dell’“Instant image”.
A completare il percorso ci sono i disegni di Christophe Mourey, i video di Sophia J. Wagstaff, le opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini e Marco Fiore e il design di Mario Biscetti. Tecniche diverse che convergono su interrogativi comuni. Le opere affrontano paure e fragilità contemporanee, l’esasperazione della quotidianità, la forza incontrollabile della natura, il rapporto problematico con la scienza, la progressiva subordinazione dell’arte alle dinamiche del mercato e, allo stesso tempo, il bisogno di immaginare vie di fuga e nuovi spazi interiori. Ne emerge un percorso che alterna denuncia e introspezione, materia e immaginazione, colore e contrasto. Ogni artista costruisce una propria risposta, senza rinunciare alla dimensione collettiva che costituisce da sempre una delle caratteristiche di cchiùArt.
“Ci affascina la condizione umana, i suoi cambiamenti, i suoi movimenti e i suoi continui interrogativi sull’esistenza”, sottolineano ancora gli artisti. “La metamorfosi, la trasformazione, l’evoluzione e l’involuzione sono il nuovo umanesimo che vede l’uomo come profondo punto di riferimento. Crediamo in un’arte libera e indipendente, capace di sperimentare continuamente nuove forme e nuove tecniche”. Il decennale diventa dunque anche l’occasione per fare un bilancio del percorso compiuto e, nello stesso tempo, rilanciare una ricerca che continua a mettere al centro l’autonomia dell’espressione artistica e il rapporto con il pubblico. La giornata sarà scandita anche da momenti di convivialità. Alle 12 è previsto un aperitivo con gli artisti, mentre alle 19.30 sarà organizzata una cena, trasformando l’anniversario in un vero momento di incontro e condivisione. Più che una semplice mostra celebrativa, quella del 10 ottobre si propone quindi come una sintesi dei primi dieci anni di cchiùArt e come una dichiarazione di intenti per il futuro: continuare a sperimentare, osservare la complessità del presente e utilizzare l’arte come spazio libero di interrogazione, confronto e trasformazione.







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