Mercoledì 6 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera che va ben oltre il calcolo di costi, materiali e impatti ambientali. Per Mariagrazia Lupo Albore, direttore generale di Unimpresa, questa decisione rappresenta la concretizzazione di un “sogno antico, mai sopito”, capace di dare forma all’idea di un’Italia finalmente unita.
Nel suo intervento, Lupo Albore ha sottolineato come il Ponte non sia soltanto un’infrastruttura: “È un simbolo di coesione nazionale, un atto di fiducia verso un Paese che deve guardare al Mezzogiorno non come a un problema, ma come a una risorsa decisiva”. Secondo il direttore di Unimpresa, l’opera colmerebbe il divario non solo geografico, ma anche di opportunità economiche e logistiche che da decenni separano il Nord dal Sud.
Per le migliaia di imprese associate a Unimpresa, molte delle quali operano nelle regioni meridionali, il via libera al progetto è “una boccata d’ossigeno e un’iniezione di fiducia”. Non si tratta, ha spiegato Lupo Albore, di una soluzione miracolosa, ma di un primo passo in una strategia di sviluppo che esca dalla logica dell’emergenza e dell’assistenzialismo. “Il Ponte darà lavoro, attiverà competenze e attirerà investimenti, a patto che sia accompagnato da strade, ferrovie, porti moderni e da una pubblica amministrazione efficiente”.
Lupo Albore ha chiamato in causa la dimensione politica dell’infrastruttura, definendola “il segnale che lo Stato c’è e vuole pianificare a lungo termine”. Allo stesso tempo, ha ammonito contro chi propone chiusure e limiti: “Il Ponte va nella direzione opposta alla teoria della decrescita, è piuttosto un gesto di fiducia nel futuro e nella capacità dell’Italia di pensarsi grande”.
Nel richiamare una visione complessiva, il direttore di Unimpresa ha avvertito che il solo attraversamento dello Stretto non basterà a sanare le disuguaglianze: serve uno sforzo congiunto di istituzioni, imprese e società civile. “Ci vuole una strategia integrata – ha affermato – per garantire che il Ponte diventi davvero l’asse portante di uno sviluppo equilibrato e duraturo”.
Infine, Lupo Albore ha evocato le immagini che resteranno nella memoria collettiva: “Il giorno in cui il primo treno attraverserà lo Stretto non sarà solo un evento ingegneristico, ma la fotografia di un’Italia che si ricuce”. Un treno simbolo, ha concluso, della potenza di un Paese in cui politica, economia e cittadini collaborano per trasformare un sogno in realtà.



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