Venticinquenne di San Bartolomeo in Galdo, laureando in Lettere e Beni Culturali, tradotto in francese, greco, portoghese, spagnolo, catalano e inglese, insignito del “Youth Awards 2023” al Panorama Internazionale delle Arti, Petrilli con i suoi versi restituisce alla poesia la sua forza salvifica e la trasforma in atto di resistenza collettiva. Con il rischio che la poesia possa perdersi nel fragore quotidiano, Fabio Petrilli ritorna con la sua seconda raccolta “Dove l’Amore Respira”, un’opera corale che raduna voci molisane e restituisce al verso la sua forza di resistenza e rigenerazione.

La seconda raccolta poetica di Fabio Petrilli, “Dove l’Amore Respira”, si propone come un’indagine rigorosa sul silenzio che persiste oltre il rumore del quotidiano. Le poesie, pensate e scritte insieme ad autori molisani, eliminano ogni artificio retorico per restituire il linguaggio alla sua funzione più essenziale, che è quella di descrivere la tensione fra luce e ombra nell’esperienza individuale. La materia del verso non accetta concessioni, ma si fa veicolo di un’osservazione attenta alle sfumature emotive, senza mai indulgere in enfasi superflue.

L’impaginato si apre con una prefazione a cura di Martina di Pardo, cui si deve un’analisi puntuale della capacità di Petrilli di cogliere l’invisibile, e si chiude con la postfazione di Pietro La Barbera, che sottolinea il valore della parola come gesto di mediazione fra sé e il mondo. L’assetto collettivo del progetto, frutto di un dialogo con la comunità culturale molisana, conferisce al volume un respiro territoriale, senza per questo frenare la portata universale dei testi.

Fabio Petrilli, nato a Foggia il 9 marzo 2000 e oggi residente a San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento, interpreta l’inquietudine come materia da plasmare, cogliendo nel silenzio e nelle pieghe dell’anima i moti più autentici dell’esistenza. Laureando in Lettere e Beni Culturali presso l’Università del Molise, ha già conquistato le pagine culturali di testate come “La Repubblica” e “Il Messaggero”, dimostrando che la nuova poesia italiana non ha paura di farsi largo nel quotidiano.

Le sue poesie hanno attraversato lingue e continenti, la francese Irène Duboeuf le ha rese in versi d’oltralpe, l’autrice greca Irene Doura-Kavadia ne ha protetto il battito in moderno ellenico, Cristina Pizarro le ha vestite di portoghese, mentre il catalano Joan Josep Barceló i Bauçà le ha tradotte anche in spagnolo e in inglese. Questo dialogo internazionale conferma come la parola di Petrilli non resti rinchiusa in un solo territorio, ma parli un linguaggio ormai globale, capace di mettere in relazione piccoli borghi come San Bartolomeo in Galdo e grandi capitali della poesia.

Il riconoscimento che porta il titolo “I miei versi” al trionfo nel Panorama Internazionale delle Arti 2023, sezione Youth Awards, è solo una tappa di un percorso intenso. La cifra stilistica del giovane poeta è quella di chi non cerca artifici ma crede nella forza pura del verso come strumento di verità. Le sue composizioni nascono spesso dal contrasto fra luci e ombre interiori, capaci di svelare la potenza insospettata dei gesti quotidiani e la fragilità che accompagna ogni scelta. In queste pagine non c’è posa né retorica, ma un’urgenza di sincerità che si fa documento insieme a resistenza contro il silenzio imposto.

Così la poesia di Petrilli non resta una pratica solitaria, ma diventa un invito alla condivisione, un via libera al dialogo tra generazioni e culture diverse. Le sue strofe, presenti anche su “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo, offrono uno specchio in cui riconoscersi e uno spazio per ritrovare sé stessi, magari più veri, magari meno soli. Se la terza pagina è da sempre il luogo in cui la cultura italiana mette a fuoco le proprie inquietudini, Fabio Petrilli vi calca un passo deciso, rinnovando l’idea che la parola, oggi come un tempo, possa trasformarsi in gesto liberatorio e in atto di comunità.

 

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