
Appello al presidente della Regione Siciliana per affiancare la Struttura commissariale con un elenco di tecnici qualificati e accelerare interventi e procedure in un territorio sempre più fragile.
Dopo il passaggio del Ciclone Harry e la devastante frana che ha colpito Niscemi, la Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia lancia una proposta concreta per affrontare l’emergenza con strumenti operativi immediati. L’organismo regionale ha infatti scritto al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani chiedendo di affiancare la Struttura commissariale attiva nell’Isola con una long list di professionisti qualificati, in grado di garantire un supporto tecnico altamente specializzato. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza della vulnerabilità del territorio siciliano, messa ancora una volta in evidenza dai gravi danni lungo le coste e dalla frana che ha interessato il territorio di Niscemi. Secondo il presidente della Consulta regionale, Fabio Corvo, l’urgenza imposta dagli eventi impone scelte rapide e strumenti operativi già collaudati. La proposta punta a mutuare l’esperienza della long list di ingegneri prevista da un precedente protocollo d’intesa siglato con l’assessorato regionale alle Attività Produttive, adattandola all’attuale fase emergenziale. L’obiettivo è dotare la Struttura commissariale di un elenco strutturato di esperti selezionati per competenze specifiche nei settori della pianificazione, della progettazione, della prevenzione e della gestione degli interventi in contesti caratterizzati da elevata fragilità idrogeologica.
Un sistema organizzato di professionisti, attivati con criteri di trasparenza e con equo compenso, consentirebbe secondo la Consulta di migliorare la qualità progettuale degli interventi, ridurre i tempi procedimentali e garantire azioni coordinate e tempestive. La disponibilità dichiarata è quella di mettere in campo le migliori risorse degli Ordini provinciali competenti, favorendo un confronto strutturato con la Regione per affrontare non solo l’emergenza immediata ma anche la fase di prevenzione e ricostruzione. La proposta si inserisce in un quadro più ampio di responsabilità istituzionale e professionale, con l’obiettivo di trasformare l’emergenza in un’occasione per rafforzare la capacità di risposta tecnica del territorio siciliano di fronte a eventi climatici sempre più intensi e a criticità idrogeologiche che richiedono competenze specialistiche e programmazione di lungo periodo.








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