Dal Festival della Geopolitica Europea un messaggio chiaro: competenze, fondi UE e visione internazionale sono la chiave per trasformare idee in opportunità concrete.

La progettazione europea esce dai confini della teoria per diventare uno strumento concreto di crescita, lavoro e cittadinanza attiva, soprattutto per le nuove generazioni, protagoniste del laboratorio formativo ospitato all’Auditorium “Cesare De Michelis” del Museo M9 di Mestre, in occasione della giornata inaugurale della sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea. Un appuntamento che ha messo al centro non solo il valore delle competenze tecniche, ma soprattutto la necessità di costruire una visione capace di connettere il territorio locale alle dinamiche globali, trasformando l’accesso ai fondi europei in una vera e propria opportunità di sviluppo personale e professionale.

A introdurre i lavori è stato il giornalista Domenico Letizia, responsabile dell’Ufficio Stampa del Festival, che ha sottolineato come oggi l’europrogettazione rappresenti una “bussola” indispensabile per orientarsi in un contesto internazionale sempre più complesso, dove la capacità di leggere bandi, interpretare programmi e sviluppare idee progettuali solide può fare la differenza tra un’intuizione e un progetto realizzato. Il laboratorio, condotto da Veronica Guagliumi, CEO di EREB srl e componente di Assoeuro, ha offerto agli studenti strumenti pratici e metodologici per comprendere il funzionamento dei principali programmi europei, a partire da Erasmus+ e dai fondi strutturali, illustrando come questi strumenti possano tradursi in esperienze formative, opportunità imprenditoriali e percorsi di crescita concreta. L’approccio adottato ha puntato a superare la percezione della progettazione europea come materia tecnica e distante, per restituirle il ruolo di leva strategica capace di generare occupazione e innovazione. In questo senso, il metodo del “quadro logico”, utilizzato per la costruzione dei progetti europei, è stato presentato come uno strumento fondamentale per trasformare idee ancora embrionali in iniziative strutturate, sostenibili e competitive anche su scala internazionale. Un passaggio chiave, soprattutto per i giovani, chiamati a confrontarsi con un mercato del lavoro in continua evoluzione e sempre più orientato a competenze trasversali e capacità di progettazione.

Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come investire nella formazione specialistica non rappresenti solo una scelta individuale, ma un vero e proprio atto di responsabilità collettiva, capace di rafforzare la resilienza dei territori e di rendere il sistema Paese più competitivo nel contesto europeo e globale. Veronica Guagliumi ha evidenziato come l’accesso ai finanziamenti dell’Unione Europea sia oggi una delle principali leve per sostenere la crescita economica e sociale, ma anche come sia necessario accompagnare i giovani nella comprensione di questi strumenti, fornendo loro competenze operative e casi concreti di successo. Proprio in questa direzione si inserisce il lavoro di EREB srl, realtà impegnata nel monitoraggio dei finanziamenti pubblici e nello sviluppo di progetti europei, che si propone come ponte tra istituzioni, imprese e mondo della formazione, contribuendo a rendere più accessibile un sistema spesso percepito come complesso e burocratico. La figura dell’EU Project Manager, sempre più richiesta sia nel settore pubblico che in quello privato, emerge così come una delle professioni chiave del futuro, capace di coniugare competenze tecniche, capacità di analisi e visione strategica.

Il percorso avviato a Mestre non si esaurisce con questo primo appuntamento, ma si inserisce in una progettualità più ampia che punta a costruire una rete stabile di collaborazione tra scuole, istituzioni e realtà specializzate, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti europei. In questa prospettiva si colloca anche il coinvolgimento di istituti come l’ITS “Buonarroti” di Caserta, in un’ottica di gemellaggio formativo che supera i confini locali e si apre a una dimensione nazionale e internazionale. Il messaggio che arriva dal Festival della Geopolitica Europea è chiaro: la progettazione europea non è più un ambito per pochi specialisti, ma una competenza trasversale e strategica, destinata a diventare sempre più centrale nei percorsi di studio e nelle carriere professionali. Per i giovani, significa avere a disposizione strumenti concreti per trasformare idee e aspirazioni in progetti reali; per il territorio, rappresenta un’opportunità per intercettare risorse, innovare e costruire sviluppo. In un’Europa che cambia, la capacità di progettare diventa così una delle chiavi per immaginare e costruire il futuro.

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