Il 27 marzo il gran finale del progetto che coinvolge 64 studenti dei quartieri di Scampia, Secondigliano e Poggioreale in un percorso tra memoria, creatività e futuro.

Il teatro come spazio di formazione, memoria e riscrittura contemporanea. È questo il cuore di “FIGLIǝ DI NAPOLI MILIONARIA! TU, QUANNO NASCE, ALLORA È PRIMMAVERA!”, il progetto che culminerà il prossimo 27 marzo sul palcoscenico del Teatro San Ferdinando, luogo simbolo della tradizione eduardiana, con uno spettacolo finale affidato a 64 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado dei quartieri di Scampia, Secondigliano e Poggioreale. Promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del programma “Cultura, che classe!”, il percorso rappresenta un esempio significativo di come l’educazione teatrale possa diventare strumento di crescita culturale e sociale. Ideato dall’Associazione Primo Aiuto, in collaborazione con Liberaimago e con la partnership della Fondazione Eduardo De Filippo, il progetto ha visto la direzione artistica di Fabio Pisano e si è sviluppato a partire dallo scorso ottobre coinvolgendo tre istituti scolastici cittadini. Nel corso dei mesi, gli studenti delle classi seconde e terze hanno partecipato a un articolato laboratorio che ha unito pratica teatrale e sperimentazione creativa. Recitazione, movimento scenico, uso della voce e scrittura si sono intrecciati con approfondimenti su costume, maschera, fotografia di scena e musica, in un percorso che ha incluso anche la produzione di contenuti multimediali, tra podcast e video, capaci di documentare e rielaborare l’esperienza vissuta.

Particolarmente significativo è stato il momento della visita al Teatro San Ferdinando, avvenuta lo scorso febbraio, che ha consentito ai ragazzi di entrare in contatto diretto con uno dei luoghi più rappresentativi della drammaturgia napoletana, dove Eduardo De Filippo portò in scena gran parte del suo repertorio. Un passaggio simbolico che trova il suo compimento proprio nello spettacolo conclusivo, previsto in due repliche, alle 15:30 e alle 17:00. La performance si presenta come una riscrittura contemporanea dell’opera eduardiana, costruita per quadri e suggestioni piuttosto che secondo una narrazione lineare. Un’installazione performativa che mette in dialogo passato e presente, restituendo una visione dinamica e attuale dell’eredità teatrale partenopea attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.

A fare da guida ideale del progetto è Giulio Baffi, figura di riferimento del panorama teatrale italiano, la cui presenza contribuisce a garantire il rigore culturale dell’iniziativa. “La conferma del nostro progetto all’interno di ‘Cultura, che classe!’ è un traguardo che attesta la continuità e la forza della nostra visione”, afferma Francesca Borriero, direttrice organizzativa. “Se la prima edizione ha rappresentato il punto di partenza, questo secondo capitolo ne dimostra la solidità e la capacità di incidere concretamente sui territori coinvolti”.

Le prenotazioni per assistere allo spettacolo sono aperte dal 23 marzo e possono essere effettuate tramite email, a conferma di un’iniziativa che non si limita a un’esperienza didattica, ma si propone come momento condiviso tra scuola, istituzioni e cittadinanza. In un contesto urbano complesso, il progetto si configura come un ponte tra memoria e futuro, capace di restituire centralità al teatro come linguaggio vivo e strumento di partecipazione, offrendo ai giovani non solo competenze artistiche, ma anche nuove chiavi di lettura della realtà.

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