
Dopo l’incontro del 16 luglio a Confindustria Benevento, il sindacato prende atto del ridimensionamento della procedura di licenziamento collettivo, ma respinge le soluzioni su cucina e laboratorio analisi. Nuovo confronto il 23 luglio.
La CISL FP Irpinia Sannio prende atto del significativo ridimensionamento del perimetro degli esuberi nella vertenza GE.P.O.S. Benevento, ma conferma la propria contrarietà alle proposte aziendali che, allo stato, non offrono ancora garanzie sufficienti su occupazione, diritti e tutele contrattuali. È quanto emerge al termine dell’incontro svoltosi il 16 luglio presso Confindustria Benevento, nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla GE.P.O.S. S.r.l. ai sensi della Legge n. 223 del 1991. Nel corso del confronto, la società ha confermato lo stralcio dell’area degenza dalla procedura, il mantenimento della posizione lavorativa nella diagnostica per immagini e ha illustrato ulteriori ipotesi riguardanti i servizi di cucina e laboratorio analisi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’impatto occupazionale. Per la CISL FP si tratta di un primo risultato importante, frutto della mobilitazione e del confronto sindacale, ma non ancora sufficiente a chiudere positivamente la vertenza. “La riduzione degli esuberi dimostra che il confronto sindacale, quando è serio e determinato, produce risultati concreti”, dichiara Sonia Petrucciani, segretaria generale della CISL FP Irpinia Sannio.
“Il lavoro svolto dalla CISL FP in queste settimane, insieme alla determinazione dei lavoratori, ha contribuito a modificare in maniera significativa il quadro iniziale”, aggiunge Petrucciani. “Tuttavia non possiamo ritenerci soddisfatti finché resteranno soluzioni che mettono in discussione la piena tutela occupazionale e contrattuale del personale”. Le criticità maggiori, secondo il sindacato, riguardano in particolare l’ipotesi di esternalizzazione del servizio cucina con l’applicazione di un diverso contratto collettivo e la trasformazione dei rapporti di lavoro del personale del laboratorio analisi in part-time. Proposte che, per la CISL FP Irpinia Sannio, rischiano di produrre un arretramento delle condizioni lavorative e di indebolire le garanzie del personale coinvolto.
“Abbiamo formalmente rigettato le proposte presentate dall’azienda perché, allo stato, non garantiscono adeguatamente i lavoratori”, afferma Gabriele Proto, coordinatore della Sanità Privata Territoriale della CISL FP Irpinia Sannio. Proto evidenzia anche un ulteriore elemento di criticità legato alla gestione dei tempi della procedura. “A ciò si aggiunge una gestione dei tempi che non ha consentito un’effettiva consultazione dei lavoratori prima della scadenza della fase sindacale”, sottolinea. “La nostra non è una posizione di chiusura”, precisa Proto, “ma la richiesta di un confronto vero che porti a soluzioni capaci di salvaguardare occupazione, diritti e dignità professionale”.
La CISL FP Irpinia Sannio ribadisce dunque la volontà di continuare a sostenere ogni iniziativa utile a evitare ulteriori perdite occupazionali, difendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato e garantire la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. Per il sindacato, la vertenza GE.P.O.S. non riguarda soltanto i numeri della procedura, ma il futuro di lavoratrici e lavoratori che operano in un settore delicato come quello della sanità privata territoriale. La riduzione degli esuberi rappresenta un passo avanti, ma il nodo resta la qualità delle soluzioni proposte: evitare i licenziamenti non può tradursi, secondo la CISL FP, in un peggioramento delle condizioni contrattuali o in una riduzione delle tutele.
Il confronto proseguirà il 23 luglio presso Confindustria Benevento. In quella sede la CISL FP Irpinia Sannio continuerà a portare avanti le proprie proposte con fermezza, con l’obiettivo di ottenere soluzioni in grado di garantire la massima tutela possibile per tutti i lavoratori coinvolti nella procedura. La posizione del sindacato resta chiara: bene il ridimensionamento degli esuberi, ma la vertenza potrà dirsi davvero risolta solo quando saranno assicurate continuità occupazionale, rispetto dei contratti, dignità professionale e qualità dei servizi.






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