Con 1.024 giorni in carica l’esecutivo supera Renzi e si avvicina al primato di Bettino Craxi, mentre Fratelli d’Italia e alleati esaltano stabilità e riforme in un’era segnata da sfide economiche e geopolitiche.
Entrato in carica il 22 febbraio 2023, il governo guidato da Giorgia Meloni ha oggi raggiunto quota 1.024 giorni, conquistando il quarto posto nella classifica dei governi più longevi della storia repubblicana e superando il quinto esecutivo Renzi. La premier ha affidato ai social network il commento ufficiale: “Un motivo in più per continuare a lavorare con serietà e determinazione, ripagando la fiducia degli italiani”. Dietro questa celebrazione si nasconde però un’agenda fitta di scadenze: dalla revisione degli aiuti alla crescita al mantenimento del Patto di stabilità, fino al negoziato sui nuovi programmi europei 2026-2027.
La vetta del podio resta appannaggio del secondo governo Berlusconi, con 1.412 giorni di esercizio e riforme che spaziarono dal taglio dell’Irpef alla legge Cirami, passando per il sostegno alla coalizione atlantica in Iraq. Alle spalle di quella performance storica c’è ancora Silvio Berlusconi con il quarto esecutivo, rimasto in sella per 1.287 giorni tra il 2008 e il 2011, anni in cui furono varati il taglio dell’Ici e il lodo Alfano e affrontata la tempesta della crisi finanziaria mondiale. Il primo obiettivo raggiungibile per Meloni, tuttavia, è il terzo gradino, oggi occupato dal primo governo Craxi, rimasto in carica 1.093 giorni tra il 1983 e il 1986 e passato alla storia per il taglio della scala mobile e la riforma previdenziale.
Il confronto con le esperienze precedenti non è puramente statistico. La coalizione di centrodestra ha dovuto gestire un contesto internazionale turbolento, tra la guerra in Ucraina, l’emergenza energetica e l’inflazione a doppia cifra all’inizio del mandato. In questi oltre mille giorni, l’esecutivo ha approvato misure come il rinnovo delle garanzie sul credito alle imprese, il taglio delle tasse sul lavoro e il rafforzamento dei controlli alla frontiera, temi che hanno consolidato il consenso interno ma attirato critiche dall’opposizione su diritti civili e investimenti nel Sud.
Nel Palazzo, il ragionamento sul record di longevità si intreccia con le previsioni elettorali: la stabilità di governo è uno degli argomenti forti di Fratelli d’Italia, che punta a capitalizzare l’immagine di affidabilità. “Ci avevano dato sei mesi di vita – ricorda Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di FdI – oggi siamo il quarto esecutivo più longevo e l’Italia non è mai stata così centrale in Europa”. Il messaggio, accompagnato da una foto della sorella della premier nel cortile di Montecitorio, rilancia la sfida per superare Craxi entro ottobre.
Sul fronte istituzionale, la consapevolezza del primato in vista spinge a mantenere alta la guardia sulla tenuta della maggioranza: i deputati di Forza Italia, Lega e Noi moderati guardano con attenzione ai prossimi passaggi su legge elettorale e riforma della giustizia, due dossier ritenuti fondamentali per il proseguimento della legislatura. Altri parlamentari di minoranza interna, invece, mostrano preoccupazione per la tenuta interna di Fratelli d’Italia, dove il successo di Giorgia Meloni consolida la leadership ma accentua le tensioni su nomine e presidenze.
Per la premier, il cammino verso i 1.093 giorni di Craxi rappresenta un banco di prova politico e mediatico: non bastano i festeggiamenti per la durata, serve dimostrare che l’esperienza di governo ha prodotto risultati tangibili. Il bilancio delle riforme economiche, il piano per la transizione digitale e la strategia per il rilancio demografico saranno messi alla prova in autunno, quando Bruxelles pubblicherà la valutazione sull’attuazione del PNRR. In palio, oltre all’orgoglio storico, c’è la credibilità nei confronti degli elettori e la possibilità di scrivere un’ulteriore pagina nella storia dei governi italiani.








Commenti recenti