La “civita” vecchia di Arpino, un borgo suggestivo oggi abitato da una cinquantina di persone, ricco di fascino e di stupende vedute. Sicuramente uno dei posti più belli della Ciociaria.  Bellissima la torre antica, da cui si gode una vista stupenda sulla città di Arpino e sulla valle del Parco Nazionale d’Abruzzo. Procedendo in salita per il borgo, un’interessante chiesetta del ‘600, come pure, poco distante, un’altra Cappella, che custodisce una pala d’altare di Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino, uno dei maestri di Caravaggio. Affresco e chiesa dedicati a San Vito. Di fronte, la torre dei Piccolomini, risalente al XII secolo, restaurata da poco e visitabile. Il tutto in mezzo al verde. Quindi si arriva alle maestose mura ciclopiche di una tra le più caratteristiche “città saturnie” del Lazio, con uno straordinario arco a sesto acuto, porta arcaica d’ingresso all’antica Acropoli. Una storia di quasi tremila anni. Un complesso archeologico straordinario, risalente nelle parti più antiche all’ottavo secolo a.C., con un’ampia cinta muraria costruita secondo la leggenda dai Ciclopi e con un arco unico al mondo, invece opera certa dei Volsci, che si regge in equilibrio, senza cementificazione, da 28 secoli. L’Acropoli va visitata al tramonto per apprezzare al meglio i meravigliosi giochi di luce che rimbalzano tra le mura antiche. Accanto all’arco, Un posto bellissimo in ogni mese dell’anno, circondato dai colori della campagna nelle diverse stagioni.
Di Arpino non si conosce l’esatta data della fondazione, anche se ritrovamenti archeologici ne dimostrano le origini volsche. Vi nacque l’avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nel 106 a.C. vera gloria della città, spesso citata nelle sue opere con orgoglio e anche con nostalgia. Nell’Alto Medioevo le mura fortificate ne fecero un centro di rifugio e difesa dalle invasioni barbariche. In questo periodo Arpino fu più volte contesa tra il Ducato romano, quello di Benevento, l’invasione dei Franchi e le scorrerie dei Saraceni. Il Gonfalone di Arpino è il palio dei quartieri e delle contrade di Arpino. La manifestazione folkloristica si svolge annualmente dal 1971 il sabato e la domenica successivi a Ferragosto. Due gli eventi culturali più importanti da ricordare: il Certamen Ciceronianum Arpinas, una gara di traduzione e commento di brani di Cicerone che si tiene tradizionalmente a maggio da diversi decenni e il Libro di pietra, dal 1984, una singolare antologia di poesie incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni. (Testo e foto dalla rete)

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