
All’Università di Catania confronto tra studenti, Ordine dei Medici ed ENPAM per accompagnare i futuri professionisti nel passaggio dall’aula universitaria alla corsia ospedaliera.
CATANIA – Costruire il futuro della professione medica già durante il percorso universitario, accompagnando gli studenti verso una maggiore consapevolezza delle responsabilità, delle opportunità e delle tutele legate all’esercizio della professione. È stato questo il filo conduttore del convegno “Il Giovane Medico – aspetti previdenziali e ordinistici”, ospitato nell’Aula Magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università di Catania. L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania insieme all’ENPAM, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri, in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, ha riunito studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria, offrendo loro un’occasione concreta di confronto diretto con istituzioni, professionisti ed esperti del settore sanitario. Al centro della giornata temi spesso poco conosciuti dagli studenti universitari ma destinati a incidere profondamente sul percorso professionale: previdenza, assistenza, deontologia, responsabilità professionale, rischio clinico, welfare, sanità digitale e rapporto con gli Ordini professionali.
“Il nostro obiettivo è stato quello di avvicinare due istituzioni fondamentali come l’Ordine dei Medici e l’ENPAM ai futuri professionisti già durante il percorso universitario”, ha spiegato Tommaso Piticchio, consigliere dell’OMCeO di Catania e coordinatore della Commissione Giovani. “Molto spesso il primo contatto con queste realtà avviene subito dopo la laurea, in un momento già carico di scadenze, adempimenti burocratici e scelte decisive per il futuro professionale. Questo porta tanti giovani a percepire l’iscrizione all’Ordine come un semplice obbligo amministrativo, mentre si tratta di istituzioni che accompagneranno il medico durante tutta la carriera”. Uno degli aspetti più rilevanti emersi nel corso del convegno riguarda la scarsa conoscenza, tra gli studenti di Medicina, delle opportunità previdenziali offerte dall’ENPAM già durante gli anni universitari. A Catania, infatti, meno del 10% degli studenti risulta iscritto all’Ente previdenziale di categoria, un dato inferiore rispetto alla media nazionale.
“Molti studenti ignorano la possibilità di iscriversi all’ENPAM già dal quinto o sesto anno di corso”, ha sottolineato Francesco Leonforte, componente dell’Osservatorio Giovani ENPAM. “Con una quota di appena 150 euro l’anno è possibile iniziare ad accumulare contribuzione previdenziale e riscattare gli anni universitari a costi estremamente ridotti rispetto a quelli che si affrontano dopo la laurea”. Leonforte ha inoltre illustrato le numerose misure di welfare dedicate ai giovani iscritti, dai sostegni per maternità e natalità ai contributi per giovani genitori, fino a prestiti agevolati, mutui per l’acquisto della prima casa o per l’avvio di studi professionali e borse di studio destinate agli studenti più meritevoli. Sullo stesso tema è intervenuta anche Laura Battistini, dirigente ENPAM del Servizio rapporti con gli iscritti e con gli Ordini professionali, che ha evidenziato il vantaggio economico e previdenziale dell’iscrizione anticipata all’Ente.
“Con costi contenuti gli studenti possono ottenere anni di contribuzione previdenziale equivalenti al riscatto della laurea”, ha spiegato Battistini. “Oggi il costo di riscatto di un singolo anno universitario può superare i seimila euro: aderire anticipatamente rappresenta quindi una scelta strategica sia dal punto di vista economico sia da quello previdenziale”. Il confronto si è poi allargato al tema della formazione universitaria e della preparazione dei futuri professionisti sanitari in un contesto profondamente cambiato rispetto al passato. “La formazione medica oggi deve preparare gli studenti non solo dal punto di vista clinico ma anche rispetto alla complessità organizzativa, normativa e relazionale della professione”, ha evidenziato Daniela Puzzo, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. “Da anni collaboriamo con le istituzioni del territorio e con l’Ordine dei Medici per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro in maniera più consapevole”.
La professoressa Puzzo ha inoltre richiamato l’attenzione sul cambiamento registrato negli accessi universitari dopo l’introduzione del nuovo sistema del semestre filtro: “Negli anni precedenti l’Ateneo catanese registrava tra i 4mila e i 5mila aspiranti medici ai test di accesso. Oggi le iscrizioni si sono fermate intorno ai 2.400 studenti, segnando una riduzione significativa”. A ribadire la necessità di una rete stabile tra università, sistema sanitario e istituzioni professionali è stato anche il direttore generale dell’AOUP “G. Rodolico – San Marco”, Giorgio Giulio Santonocito. “Il Policlinico rappresenta il punto di collegamento naturale tra formazione universitaria e professione”, ha affermato. “Università, Ordine dei Medici, ENPAM e sistema sanitario devono lavorare insieme per accompagnare questi giovani nel delicato passaggio verso il mondo del lavoro”.
Durante il convegno si è discusso anche delle trasformazioni tecnologiche che stanno cambiando profondamente la professione medica. In quest’ottica è stata presentata “Tech2Doc”, la piattaforma digitale gratuita sviluppata da ENPAM per supportare medici e odontoiatri nell’approccio alle nuove tecnologie applicate alla salute. “La sanità digitale rappresenta ormai una componente centrale della professione medica”, ha spiegato Giulia Personeni del Dipartimento Struttura Futuro e Innovazione della Fondazione ENPAM. “Con Tech2Doc vogliamo accompagnare i professionisti, ma anche gli studenti, verso una maggiore familiarità con gli strumenti tecnologici che trasformeranno sempre più la pratica clinica”.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti etici e giuridici della professione sanitaria, con approfondimenti sul ruolo dell’Ordine professionale, sulla tutela del medico e del cittadino, sui procedimenti disciplinari e sulla deontologia medica, grazie agli interventi di Adriana Di Gregorio, Antonio Fusco ed Eleonora Savoca. Il convegno ha rappresentato così non soltanto un momento di aggiornamento tecnico, ma soprattutto un’occasione di dialogo tra generazioni professionali differenti, con l’obiettivo di aiutare i futuri medici a costruire sin dagli anni universitari una maggiore consapevolezza del proprio ruolo umano, etico e professionale all’interno del sistema sanitario contemporaneo.






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