Incontri, immagini e cinema alla Sala Assoli Moscato: riflettori sul ruolo della fotografia tra memoria, informazione e impegno civile.

Prosegue la X edizione de “Il sabato della fotografia”, il ciclo di appuntamenti dedicati al linguaggio fotografico curato da Pino Miraglia, che sabato 9 maggio alle ore 11:30 porterà alla Sala Assoli Moscato un protagonista assoluto del fotogiornalismo italiano: Tano D’Amico. Un incontro dal titolo “Il popolo ribelle” che si preannuncia come un momento di riflessione intensa sul rapporto tra immagini, storia e società, seguito dalla proiezione del film “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio, opera simbolo del dibattito sull’informazione negli anni Settanta. L’appuntamento si inserisce in un percorso più ampio che mette al centro la fotografia come strumento di analisi critica del presente e del passato. Le domande che attraversano l’incontro sono quanto mai attuali: esiste un filo che lega le generazioni di ieri a quelle di oggi? Qual è il ruolo del fotografo nell’epoca dominata dagli algoritmi e dalle piattaforme digitali? E, soprattutto, quanto è davvero libera l’informazione contemporanea?

In questo contesto, la figura di Tano D’Amico rappresenta una testimonianza unica. Le sue immagini hanno raccontato le grandi trasformazioni sociali e politiche degli anni Settanta, restituendo il volto umano delle proteste e dei movimenti collettivi. Dalle lotte studentesche a quelle operaie, dal movimento femminista alle battaglie per il diritto alla casa, il suo lavoro si distingue per un coinvolgimento diretto: D’Amico non è stato solo un osservatore, ma parte integrante delle realtà che ha documentato. Il suo sguardo, profondamente empatico, si è sempre rivolto ai margini della società: ai più fragili, ai senza voce, a chi vive condizioni di disagio e ingiustizia. Nei suoi reportage compaiono i rom, i migranti, le comunità in lotta, ma anche contesti internazionali segnati da conflitti e tensioni, dalla Palestina alla Bosnia. Un percorso professionale e umano che lo ha portato a raccontare non tanto i fatti in sé, quanto le cause profonde che li generano, restituendo attraverso le immagini una visione complessa e partecipata della realtà.

Le fotografie di D’Amico non sono semplici documenti, ma veri e propri atti politici e poetici. Immagini che, come lui stesso afferma, “danno avvio a un pensiero” e continuano a vivere nel tempo, lavorando dentro chi le osserva. Una concezione della fotografia come esperienza viva, capace di incidere sulla coscienza collettiva e di generare consapevolezza. A dialogare con il pubblico sarà dunque un autore che ha attraversato decenni cruciali della storia contemporanea, mantenendo sempre una coerenza stilistica e morale. Il bianco e nero, l’uso del 35 mm, la scelta di raccontare la dignità umana anche nelle condizioni più difficili sono elementi che definiscono una poetica riconoscibile e ancora oggi attuale.

A chiudere l’incontro, la proiezione del film di Marco Bellocchio offrirà un ulteriore spunto di riflessione sul ruolo dei media e sulla costruzione dell’informazione, creando un dialogo ideale tra cinema e fotografia. Parallelamente, la Sala Assoli Moscato ospita anche la mostra “FRAGILE: Il teatro necessario di Davide Iodice”, studio visivo firmato da Pino Miraglia, visitabile nei giorni di apertura a partire dalle ore 19:30. Un ulteriore tassello di un progetto culturale che continua a interrogare il presente attraverso le immagini, invitando il pubblico a guardare oltre la superficie e a riscoprire il valore profondo della fotografia come strumento di conoscenza e partecipazione.

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