Tra toga e chiave inglese, il Paese ha scelto: +233mila avvocati contro solo 165mila idraulici. In 10 anni persi 400mila artigiani. Marche e Umbria le regioni più colpite, mentre resistono parrucchieri e gelatai.
Un sorpasso che racconta un’Italia che cambia, ma forse non in meglio. Per la prima volta nella storia del nostro Paese, i professionisti della legge hanno superato numericamente quelli della chiave inglese: sono 233mila gli avvocati iscritti agli albi contro appena 165mila idraulici stimati. Un dato shock che nasconde un problema più profondo, quello della progressiva scomparsa dei mestieri artigianali, denunciato dalla CGIA di Mestre attraverso un’analisi dettagliata dei dati Inps.
Il quadro che emerge è quello di un vero e proprio esodo: negli ultimi dieci anni hanno chiuso i battenti quasi 400mila attività artigiane, con un calo complessivo del 22%. Le Marche (-28,1%), l’Umbria (-26,9%) e l’Abruzzo (-26,8%) guidano questa triste classifica, mentre il Mezzogiorno resiste meglio grazie agli investimenti del PNRR. Solo nell’ultimo anno, il crollo è stato di 72mila unità (-5%), con la provincia di Ancona che ha registrato il record negativo (-9,4%).
Dietro questi numeri c’è una crisi che è insieme culturale, economica e generazionale. Da un lato, il lavoro manuale è stato progressivamente svalutato nell’immaginario collettivo, considerato spesso come un ripiego per chi non eccelle negli studi. Dall’altro, i giovani faticano a subentrare a una generazione di artigiani che va in pensione senza ricambio, attratti da professioni più “moderne” o scoraggiati dalla concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce.
Eppure, non mancano le eccezioni positive. Alcuni settori artigianali mostrano una vitalità inaspettata: parrucchieri, estetisti e tatuatori continuano a crescere, così come gelatai e pizzerie d’asporto, soprattutto nelle località turistiche. Parallelamente, emergono nuove figure di artigiani digitali, dai sistemisti agli esperti di social media, segno che la domanda di professionalità manuali e tecniche esiste ancora, ma si sta evolvendo.
La CGIA di Mestre lancia proposte concrete per invertire la rotta: un “reddito di gestione” per chi apre botteghe nei piccoli comuni, una riforma della legge quadro sull’artigianato per snellire la burocrazia, e soprattutto un cambio di mentalità che restituisca dignità al lavoro manuale. Perché in un Paese dove gli avvocati superano gli idraulici, il rischio concreto è che presto avremo molti professionisti pronti a difenderci in tribunale, ma nessuno capace di ripararci il water che perde.







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