A Palazzo Piacentini adottato il documento conclusivo con le direttrici del Governo per export, attrazione degli investimenti, sicurezza delle catene di approvvigionamento e proiezione internazionale del Made in Italy. Urso: “Italia sempre più attrattiva per gli investimenti e solida nell’export”. 

La Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione approva le linee strategiche del Governo per il 2026. Si è svolta a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la XIV sessione del tavolo Mimit-Maeci, presieduta dal ministro Adolfo Urso e dal sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi. Nel corso della riunione è stato adottato il Documento conclusivo che definisce le priorità per il prossimo anno a sostegno dell’export, dell’attrazione degli investimenti esteri, della sicurezza delle catene di approvvigionamento e della proiezione internazionale del Made in Italy. “In uno scenario segnato da guerre, dazi e frammentazione delle catene globali del valore, l’Italia ha dimostrato una significativa capacità di adattamento, confermandosi resiliente per resistere alle crisi e dinamica nel cogliere nuove opportunità”, ha dichiarato il ministro Urso in apertura dei lavori.

Per il titolare del Mimit, la diversificazione dei mercati ha consentito all’Italia di superare Giappone e Corea del Sud e di diventare il quarto Paese esportatore al mondo. “Il rafforzamento delle filiere e le politiche industriali mirate hanno inoltre favorito l’attrazione di capitali qualificati, permettendo all’Italia di scalare sette posizioni nel ranking globale di riferimento e di salire dall’undicesimo all’ottavo posto nell’indice mondiale degli investimenti esteri”, ha aggiunto Urso. Il documento approvato conferma il dinamismo dell’export italiano, che nel 2025 ha raggiunto i 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% e un surplus commerciale pari a 50,7 miliardi. Particolarmente rilevanti le performance registrate nei principali mercati strategici: +7,2% negli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo per il Made in Italy; +57,4% negli Emirati Arabi Uniti; +23,5% nell’area ASEAN; +18,5% in India; +10,2% nel Mercosur; e +7,6% in Messico.

La riunione ha posto un’attenzione specifica anche sull’attrazione degli investimenti esteri, ambito nel quale il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rafforzato il proprio ruolo di accompagnamento e accelerazione dei progetti strategici. Il Comitato interministeriale per l’Attrazione degli Investimenti Esteri monitora attualmente 72 progetti, per un valore lordo complessivo di circa 71,2 miliardi di euro. Gli interventi riguardano 17 settori dell’economia reale: energia, life sciences, materie prime critiche, agritech, quantum computing, semiconduttori, aeronautica, difesa, chimica e altri comparti ad alto valore aggiunto.

In forte crescita anche il settore dei data center, con 9 progetti attivi per un valore superiore a 30 miliardi di euro. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale dell’Italia come hub europeo e mediterraneo per le infrastrutture digitali, la gestione dei dati e la potenza computazionale.

Tra le direttrici centrali della nuova strategia di internazionalizzazione viene indicata la sicurezza economica. Diversificare i mercati di sbocco, proteggere le catene del valore, garantire l’accesso alle materie prime critiche e rafforzare le filiere produttive nazionali ed europee sono considerate condizioni decisive per la competitività delle imprese italiane. In questa prospettiva, il documento valorizza il nuovo Made in Italy ad alto valore aggiunto, dai settori della meccanica avanzata alla farmaceutica, dall’aerospazio alle tecnologie per la transizione energetica e digitale. A questi comparti si affiancano le cinque aree tradizionali dell’eccellenza italiana: abbigliamento, agroalimentare, arredo, automotive e automazione, in coerenza con il Libro Bianco di politica industriale “Made in Italy 2030” del Mimit.

Alla riunione hanno preso parte rappresentanti delle amministrazioni competenti, del sistema pubblico per l’internazionalizzazione e del mondo produttivo. Presenti, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida; il sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi; il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato; il sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti; e il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Hanno inoltre partecipato rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero del Turismo, di Unioncamere, Simest, Sace, Cassa Depositi e Prestiti, Invitalia e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Al tavolo erano presenti anche le principali organizzazioni imprenditoriali e di categoria, tra cui Confindustria, Confapi, CNA, Confartigianato, Casartigiani, Coldiretti, Federalimentare, ABI, Alleanza delle Cooperative, Filiera Italia, oltre a rappresentanti dei settori moda, nautica, agroalimentare, logistica, legno-arredo, ceramica e meccanica agricola. La XIV sessione della Cabina di Regia conferma dunque la volontà del Governo di rafforzare la presenza italiana sui mercati internazionali, sostenendo la capacità delle imprese di esportare, innovare, attrarre investimenti e difendere le proprie filiere in uno scenario globale sempre più instabile e competitivo. La strategia per il 2026 punta a consolidare il ruolo del Made in Italy come leva di crescita e sicurezza economica, mettendo insieme politiche industriali, diplomazia economica, strumenti finanziari e cooperazione con il sistema produttivo.

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