SARA CIERVO*

 

Il K-pop è un fenomeno culturale ampiamente diffuso al giorno d’oggi, in Oriente come in Occidente, coinvolgendo appassionati di età e culture diverse. Ma quali sono le conseguenze derivanti dal seguire questo ‘mondo’? Come influenza le relazioni la propria vita quotidiana? Cosa c’è dietro alcune dinamiche particolari, e talvolta pericolose, tra i fan e i cosiddetti idol? Questo articolo si propone di rispondere soprattutto a queste domande.

COME NASCE IL K-POP?
Gli esordi della musica popolare coreana risalgono al 1885, quando Henry Appenzeller, un missionario americano, iniziò a insegnare in una scuola canzoni occidentali con testi in coreano. La divisione in Corea del Sud e Corea del Nord, avvenuta dopo la liberazione dal governo giapponese, e la permanenza delle truppe americane a scopo di protezione, contribuirono alla diffusione della cultura e musica occidentale in Corea tra il 1940 e il 1960, insieme all’avvio della radio American Forces Korea Network.

INFLUENZA DEL K-POP SU AUTOSTIMA, FELICITÀ E RELAZIONI SOCIALI
Centrale nel mondo k-pop è il ruolo che l’idolatria riveste per i fan; questi ultimi si sottopongono, in rapporto agli idol, al confronto sociale, un processo per cui gli individui si valutano in relazione agli altri. I social network propongono continuamente immagini e storie degli idol come perfetti esteticamente e di successo, il che genera paragoni continui tra i fan e le loro vite. Per quanto riguarda gli effetti di questo meccanismo sull’autostima e identità, è facile che esso porti ad un senso di inadeguatezza personale e insicurezze, derivanti dal paragone continuo con standard altissimi, di perfezione, e in quanto tali impossibili da raggiungere pienamente. Tuttavia, gli effetti del k-pop sull’autostima del fandom sono più complessi; infatti, uno studio della National University of Malaysia, ha dimostrato come, in generale, seguire il k-pop rappresenti un predittore positivo di
autostima. Ciò potrebbe essere dovuto a diversi fattori, tra cui l’idea di associazione a persone e ad un’organizzazione di successo (ad esempio gli idol) e il fatto che il fandom è composto da individui accomunati da una stessa passione, portando queste a sentirsi socialmente connesse e parte di un gruppo.

COSA SONO LE ‘RELAZIONI PARASOCIALI’?
Una relazione parasociale consiste in una relazione o connessione emotiva unidirezionale che una persona sviluppa nei confronti di un personaggio pubblico (Horton & Wohl, 1956). Questo fenomeno è ampiamente promosso dall’industria K-pop, che sprona gli idol ad usare piattaforme digitali dedicate appositamente, come Weverse, per interagire direttamente con i fan (Dewanggi & Septarini, 2025). Si tratta essenzialmente di una strategia di marketing volta a creare l’illusione di vicinanza affettiva e di conseguenza aumentare il coinvolgimento anche artistico/musicale. Nel 2024 venne condotto uno studio da Huang sulle relazioni parasociali riguardanti i fan del k-pop canadesi adolescenti. I risultati dello studio mostrano conseguenze:
– comportamentali: molto frequente è l’evasione, che si concretizza, ad esempio, nel caso degli adolescenti, nel trascurare la scuola per dedicare le proprie attenzioni esclusivamente o quasi agli idol e al K-pop – affettive, come lo sviluppo di una dipendenza affettiva – cognitive, che includono la creazione di ideali irrealistici riguardo ai partner e e alle relazioni in generale.

Questa dinamica è spesso nociva anche per gli stessi idol, che si ritrovano a dover subire molte critiche, dovute alla delusione dei fan, nel caso in cui intraprendessero una relazione reale e pubblica. Inoltre, la sensazione di pieno coinvolgimento in queste relazioni (di fatto unidirezionali) con i propri idol può portare ad un disinteresse per i legami reali (attuali o potenziali) con i propri coetanei. Tuttavia, uno studio condotto in India da Ravi & Patki nel 2025 su un campione di età superiore (18-24 anni) e non composto esclusivamente da fan del K-pop, ha mostrato che i partecipanti fossero consapevoli della natura delle loro relazioni parasociali e di come queste non potessero sostituire relazioni reali e bidirezionali. Dunque lo studio mostra come le relazioni parasociali non incidano necessariamente e significativamente con il benessere psicologico. Le differenze riscontrate riguardo le conseguenze delle relazioni parasociali e di come vengono affrontate, sono dovute probabilmente a differenze contestuali come la propria cultura di appartenenza, ambiente di vita, esperienze personali ed età.

STANDARD DI BELLEZZA COREANI
I gruppi K-pop incarnano appieno gli standard di bellezza coreani, soprattutto per adolescenti e giovani adulti. Tali standard prevedono un corpo molto esile e magro, talvolta raggiunto tramite diete estremamente rigide e restrittive, pelle molto chiara, naso piccolo e pelle priva di imperfezioni e segni d’età. L’adolescenza rappresenta un periodo particolarmente sensibile e critico per quanto riguarda la percezione e l’apprezzamento della propria immagine corporea, soprattutto per le ragazze, spesso
alle prese con i cambiamenti corporei dovuti alla pubertà. Non sorprende che queste ultime riportino spesso insoddisfazione verso il proprio corpo, un problema amplificato dal paragone e tentativo costante di raggiungere standard irrealistici o malsani. Non è un caso che in Corea del Sud sia frequente ormai ricorrere alla chirurgia estetica, soprattutto tra ragazze che frequentano il college, come dimostra uno studio condotto da Jung e Hwang nel 2016. Ma in che modo viene influenzata la percezione del corpo dai media e altri fattori socioculturali? Il Modello d’Influenza Tripartita offre una
risposta piuttosto esauriente (Xie, Ziyan, Tufts Univeristy, 2026): 3 maggiori influenze (i media, la famiglia e il gruppo dei pari), imporrebbero determinati standard tramite meccanismi sia diretti che indiretti (Thompson et al., 1999): tra i meccanismi indiretti, l’esposizione ai media, soprattutto occidentali, favorisce l’insoddisfazione verso il proprio corpo tramite: 1) l’interiorizzazione dell’ideale della magrezza, tipicamente occidentale, specialmente per le donne (Thompson & Stice, 2001), e del fisico particolarmente atletico e muscoloso per gli uomini (Agliata & Tantleff Dunn, 2004).

Il confronto estetico costante, tra sé e tutti gli altri, specialmente celebrità come gli idol.
A questo punto, l’insoddisfazione risulta dalla differenza percepita tra il proprio corpo e quello ‘ideale’. Nei casi più gravi questa insoddisfazione, provocando un perpetuo tentativo di raggiungere gli standard ideali, può favorire l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare (Frederick et al., 2017; Nouri et al., 2011).

CONCLUSIONI
Il fenomeno del K-pop va ben oltre i gusti musicali ed esercita influenze anche marcate sulla vita dei fan, dalle più mitigate e positive a dinamiche potenzialmente isolanti e/o rischiose per il proprio benessere mentale. Ciò che si auspica e fa la differenza, oltre al contesto culturale di cui si fa parte, è lo sviluppo di un sano spirito critico soprattutto da parte degli adolescenti, che potrebbero essere
maggiormente vulnerabili ai meccanismi analizzati. Tuttavia, se coinvolti e appassionati con consapevolezza e con il giusto distacco al mondo del K-pop, è possibile trarre benefici sia sul piano vista personale (come effetti positivi sull’autostima) sia su quello relazionale.

 

*Studentessa di Psicologia

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