Un mattino di maggio, lungo le vie silenziose di Latina Scalo, i cassonetti gialli e verdi fanno capolino nei cortili delle case popolari.

È qui che la Provincia ha deciso di concentrare gran parte dei 1,25 milioni di euro destinati al nuovo bando per la raccolta differenziata. Un investimento che promette di coprire fino al 100 % dei costi di progetti pensati per rivoluzionare il ciclo dei rifiuti, ma che già scontra vecchie diffidenze e pratiche consolidate.

L’assessore all’Ambiente, Elena Marini, descrive il bando come «un’occasione irripetibile per i nostri comuni»: «Vogliamo uscire dal paradigma del rifiuto come problema e trattarlo come risorsa. Dal porta a porta h24 alla tariffazione puntuale, siamo pronti a sostenere ogni Comune che intenda sperimentare nuove forme di raccolta» spiega con convinzione. Il risultato atteso è ambizioso: superare il 70 % di differenziata entro il 2026, riducendo drastica­mente il ricorso alle discariche.

Ma nella piazza di Priverno, a pochi chilometri di distanza, la realtà è un’altra. Qui, la cooperativa locale che si occupa della consegna dei mastelli segnala ritardi e costi di manutenzione in crescita. «Quando partiamo con innovazioni come i cassonetti dotati di microchip – racconta il responsabile tecnico Luigi Rossi – dobbiamo prima convincere i cittadini a usarli correttamente. Non basta distribuire i contenitori, serve formazione sul campo». Molti Comuni, infatti, non dispongono ancora di squadre in grado di effettuare monitoraggi quotidiani.

Percorrendo la strada verso il lago di Fogliano, la famiglia De Santis mostra orgogliosa il suo piccolo bio-digestore di condominio, uno dei cento previsti dal programma. «In pochi giorni abbiamo ridotto del 40 % il volume di organico nel cassonetto grigio», dice Laura, insegnante elementare, mentre versa gli scarti di frutta nel compost. La Provincia stanzia fondi non solo per la fornitura delle compostiere, ma anche per corsi rivolti a scuole e condomìni. Un modello che, in altri territori, ha dato risultati sorprendenti: a Riva del Garda, per esempio, la frazione organica è passata dal 15 % al 30 % in un anno.

A Latina capoluogo, invece, il dibattito si accende sul futuro degli ecocentri. L’ampliamento e la digitalizzazione di questi punti di raccolta, che dovranno accogliere RAEE, ingombranti e materiali speciali, incontra il pressing delle aziende dell’indotto. Antonio Greco, fondatore di un’impresa di riciclo ferrosi, lamenta l’assenza di un piano industriale chiaro: «Abbiamo bisogno di certezze sugli obiettivi di conferimento e sullo smaltimento finale, altrimenti rischiamo di restare a metà strada».

Dall’altra parte, l’Università di Cassino collabora con la Provincia per sviluppare un software capace di fornire dati in tempo reale sui conferimenti. Il sistema utilizza sensori IoT applicati ai contenitori, permettendo di tarare i passaggi dei mezzi in base ai livelli di riempimento. Un progetto pilota che, secondo il docente di ingegneria ambientale Marco Bellini, potrebbe ottimizzare i costi fino al 20 %: «Il vero valore aggiunto è la trasparenza: ogni cittadino potrà consultare i numeri della propria zona e capire dove intervenire».

Tra entusiasmi e difficoltà, l’esperimento pontino prova a sfidare la consuetudine di un territorio tradizionalmente legato alla raccolta indifferenziata. Le risorse stanziate dalla Provincia sono in parte un segnale politico, ma anche economico: puntano a creare filiere locali del riciclo e a sostenere le piccole imprese. Se le buone pratiche dovessero diffondersi, Latina potrebbe diventare un laboratorio per l’intero Lazio meridionale.

Il conto alla rovescia è già iniziato: entro sei mesi le prime graduatorie dovranno premiare i progetti più concreti, aprendo la strada a Comuni virtuosi e territori in ritardo. L’obiettivo resta uno: trasformare ogni scarto in un’opportunità, riscrivendo il rapporto tra cittadini e rifiuti. Per ora, il ronzio dei mezzi, le assemblee condominiali e il tintinnio dei mastelli scandiscono il ritmo di una sfida che, tra promesse e resistenze, deve ancora trovare la sua strada.

 

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