Dalle quote nei CdA al nodo irrisolto del precariato: a Montella il confronto sulle politiche per le donne tra risultati raggiunti e sfide ancora aperte.

La leadership femminile sta conquistando progressivamente spazio nel mondo dell’impresa, del lavoro e delle istituzioni, segnando un cambiamento che fino a pochi anni fa appariva lontano. A favorire questa trasformazione sono stati strumenti concreti come la doppia preferenza di genere e la legge sulle quote nei consigli di amministrazione, che hanno consentito di superare barriere storiche e aprire ambiti prima difficilmente accessibili alle donne. I risultati sono tangibili: la presenza femminile nei CdA delle società quotate è passata dal 7% a oltre il 40%, dimostrando che, quando si creano le condizioni, il talento e il merito femminile emergono con forza e trovano pieno riconoscimento.

Ma se i numeri raccontano un avanzamento significativo, il percorso verso una reale parità è tutt’altro che concluso. Il tema centrale resta quello del precariato femminile, che continua a rappresentare una delle principali criticità del mercato del lavoro e un ostacolo concreto alla piena emancipazione economica delle donne. In questo contesto, le politiche per le pari opportunità sono chiamate a compiere un salto di qualità, rafforzando la tutela della maternità e investendo in servizi essenziali come gli asili nido e il sostegno alle madri lavoratrici. Un modello di riferimento arriva dal Nord Europa, in particolare dalla Svezia, dove un sistema strutturato di servizi per l’infanzia e politiche attive per il lavoro favoriscono il rientro dopo la maternità con contratti stabili e incentivi alle imprese. Centrale è anche il sistema dei congedi parentali condivisi, che prevede quote obbligatorie per i padri e un totale complessivo che può arrivare fino a 480 giorni, promuovendo una reale condivisione delle responsabilità familiari.

Di questi temi si è discusso a Montella, in occasione della Giornata internazionale della donna, durante un convegno che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e delle associazioni. All’incontro sono intervenuti il Dirigente e il Presidente dell’ANMIL, insieme al professor avvocato Cerbone dell’Università del Sannio di Benevento, in un confronto che ha messo al centro il bilancio delle conquiste ottenute e, soprattutto, le azioni necessarie per colmare i divari ancora esistenti. Una riflessione condivisa, alla presenza di numerosi partecipanti e delle autorità civili e militari, che ha rilanciato un messaggio chiaro: la strada verso la parità è avviata, ma richiede scelte politiche coraggiose e interventi strutturali per trasformare i progressi in diritti pienamente garantiti.

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