A Campitello Matese confronto aperto con il presidente Roberti e il consigliere Di Baggio su perimetrazione, regole e opportunità economiche. Dialogo e sintesi come chiavi di una riorganizzazione territoriale che tuteli imprese, ambiente e comunità locali.

Il Parco Nazionale del Matese riaccende i riflettori sul futuro del Molise a quattro decenni esatti dalla prima proposta di istituzione. Il presidente della Giunta regionale, Francesco Roberti, ha sottolineato a Campitello Matese l’importanza di un approccio partecipato per “riorganizzare il territorio valorizzandone i punti di forza, garantendo al contempo uno sviluppo sociale ed economico rispettoso dell’ambiente e degli imprenditori che da anni ne esaltano le peculiarità”. Accanto a lui, il consigliere regionale con delega all’Ambiente, Roberto Di Baggio, ha ribadito la necessità di un confronto che coinvolga tutte le componenti istituzionali, scientifiche e produttive. Nelle sale del convegno dal titolo ‘Il Parco Nazionale del Matese. 40 anni dopo la prima proposta di istituzione. Stato dell’arte, prospettive, opportunità, informazioni’, è emersa con forza la questione della perimetrazione: “Occorre trovare la giusta sintesi tra esigenze di tutela e margini operativi per le attività economiche e sociali – ha detto Roberti – senza che le regole diventino un freno eccessivo per chi vive e investe in quest’area”. Negli ultimi tre anni, ha ricordato il presidente, sono stati numerosi gli incontri tecnici a Roma dedicati alla causa molisana, ma il vero salto di qualità arriverà solo con un percorso condiviso che contempli la voce di tutti.

 

Il tavolo di lavoro ha esplorato scenari di rilancio attraverso investimenti mirati nella filiera turistica, nell’agroalimentare di qualità e in progetti di ricerca scientifica legati alla biodiversità. Secondo Di Baggio, “le opportunità derivanti da un Parco Nazionale ben definito possono tradursi in ricadute economiche concrete, capaci di rafforzare il tessuto produttivo locale e di generare occupazione”. I relatori hanno sottolineato come l’esperienza maturata in altre aree protette offra modelli replicabili in grado di coniugare tutela ambientale e crescita imprenditoriale. Sul tavolo anche l’idea di fare del Molise una delle poche regioni italiane con due Parchi Nazionali: “Avremo un’occasione unica per migliorare il benessere collettivo e dare slancio all’immagine della nostra terra – ha proseguito Roberti – ma il successo dipenderà dalla volontà di dialogo fra istituzioni, comunità locali, operatori economici e mondo accademico”. L’appello finale è stato un invito a non perdere tempo: ora parte la fase operativa per tradurre in realtà una battaglia lunga quarant’anni, in cui la partecipazione attiva e la chiarezza normativa saranno determinanti per scrivere insieme una nuova pagina di sviluppo sostenibile nel cuore del Matese.

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