Monteverde è un piccolo borgo irpino incastonato nella pietra. Da visitare per una passeggiata fuori dal tempo. Tanti gli scorci suggestivi, vie e vicoli puliti, un interessante castello – con annesso museo multimediale – ed anche buona cucina. Apprezzabile la presenza di percorsi tattili per non vedenti lungo buona parte del centro storico. Il paese si estende su una collina dominata dallo splendido castello ed affacciato sulla valle dell’Ofanto ed i Monti del Vulture. Il paese venne costruito su uno sperone roccioso e le case con i muri di pietra viva lo rendono molto caratteristico. E’ diventato famoso per essere arrivato secondo tra i Borghi più Belli d’Italia Nel 2015. Il castello si trova in una bellissima posizione che permette di ammirare il paesaggio fino a Melfi. La mostra all’interno è curata e pensata con passione per la storia della propria terra, con un approccio interessante e che offre molti spunti ai visitatori.
Le origini di Monteverde sono incerte: una pergamena longobarda, datata 897 e conservata nel museo di Barletta, certifica l’esistenza di una fortezza militare e cioè del “Castrum Montis Viridis” sull’omonimo Serro del Castello. Il toponimo “Montis Viridis fa chiaro riferimento al verde degli allora estesi boschi. Dall’849 il gastaldato di Conza, di cui fa parte il castello di Monteverde, passa con il principato di Salerno (Principato Ulteriore) assegnato al principe Siconolfo. Nell’XI secolo penetrarono nel sud i Normanni, che si sostituiscono ai Longobardi. Roberto Altavilla, detto il Guiscardo, nella sua marcia verso Salerno, devasta Monteverde e tutte le fortezze del gastaldato di Conza. Primo signore normanno del feudo di Monteverde è Goffredo; conte di Andria e di Cisterna, della potente famiglia dei Balbano e acceso sostenitore degli Altavilla. Monteverde conserva il suo aspetto esclusivamente militare nel cuore dello Stato normanno e svevo. L’imperatore Federico II di Svevia qui veniva a caccia quando si trasferiva dalla reggia di Foggia nel castello di Melfi. Nel periodo Angioino (1268 – 1442 il vico di Monteverde viene saccheggiato e dato alle fiamme da una banda di soldati di passaggio e la difesa muraria rasa al suolo. Durante il vicereame spagnolo (1503 – 1707) il feudo passa ai Grimaldi, principi di Monaco, e dal 1662 ai Caracciolo. La tre sedi diocesane sono assegnate dal 1604 al 1608 al cardinale Maffeo Barberini, eletto papa col nome di Urbano VIII. La peste del 1656 e le ricorrenti carestie affliggono la popolazione del piccolo borgo rurale. Nel 1695 il calabrese Michele Sangermano acquista dal Regio fisco di Napoli per 8.500 ducati il feudo di Monteverde. Sotto la spinta del riformismo borbonico inizia per il borgo una lenta e progressiva ripresa con la nascita di una locale piccola borghesia terriera ed intellettuale. Nel primo Novecento la grande emigrazione transoceanica travasa nelle Americhe centinaia di popolani “illetterati” delusi ed indebitati dai microfondi quotizzati. Il boom economico degli anni sessanta alimenta il flusso migratorio interno verso il Nord industrializzato dell’Italia e dell’Europa con partenze massicce, che impoveriscono tutto il tessuto umano, economico e sociale del paese: su un’area comunale di 39,29 Kmq oggi (2009) si contano appena 879 abitanti contro il picco massimo 2709 unità del 1960.

 

Testi e foto www.comune.monteverde.av.it/

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