Al Polo di San Giovanni a Teduccio il 9 e 10 aprile la due giorni che segna il passaggio dalla ricerca alla sperimentazione: nuove tecnologie, startup e sinergia tra università e imprese.

Napoli si prepara a diventare il fulcro dell’innovazione agroalimentare con “Agritech Revolution”, l’evento conclusivo del Centro Nazionale di Ricerca per le Tecnologie dell’Agricoltura, in programma il 9 e 10 aprile presso il Polo universitario di San Giovanni a Teduccio. L’appuntamento segna non solo la chiusura di un percorso avviato nel 2022, ma anche l’inaugurazione del Dimostratore Arca (Agritech Research Center Arena), una nuova infrastruttura dedicata alla sperimentazione e al trasferimento tecnologico.

La manifestazione si aprirà con il taglio del nastro della struttura, cinque piani completamente riqualificati e dotati di tecnologie avanzate. Alla cerimonia parteciperanno il rettore dell’Università Federico II Matteo Lorito, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Previsti anche un intervento da remoto del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e un messaggio del ministro dell’Università Anna Maria Bernini. A seguire, nell’Aula Magna Luigi Nicolais, si terrà il convegno “Agritech: un grande progetto per un futuro sostenibile dell’agroalimentare”, moderato da Maria Grazia Cucinotta, con la partecipazione di esponenti di primo piano del settore istituzionale e produttivo, tra cui Maurizio Martina, Sergio Costa, Ettore Prandini e Massimiliano Giansanti.

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dal Dimostratore Arca, che si configura come il più importante hub italiano dedicato alla sperimentazione nel campo dell’agritech. Il nome richiama simbolicamente l’idea di custodia della biodiversità e sintetizza la missione della struttura: mettere in connessione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e applicazioni concrete per le imprese. «Arca è il luogo in cui le aziende potranno toccare con mano l’innovazione», sottolinea il rettore Lorito, evidenziando come il progetto abbia una forte valenza non solo scientifica, ma anche sociale e politica. L’obiettivo è ampliare l’impatto delle attività di ricerca e trasferimento tecnologico, creando opportunità anche su scala internazionale.

Dal punto di vista scientifico, Arca si propone come un laboratorio avanzato per studi pilota e sperimentazioni. Il direttore scientifico Danilo Ercolini spiega che la struttura consentirà di riprodurre microclimi differenti per analizzare l’adattamento delle colture ai cambiamenti climatici, grazie a sistemi di monitoraggio basati su sensori di ultima generazione. Sarà inoltre possibile testare diverse tecniche di coltivazione fuori suolo, come aeroponica, acquaponica e coltivazioni su substrati sintetici, offrendo alle imprese strumenti concreti per valutare investimenti e strategie innovative. I numeri del progetto testimoniano la portata dell’iniziativa: oltre tremila persone coinvolte, più di mille pubblicazioni scientifiche prodotte in tre anni, circa venti startup in fase di accelerazione e 250 soluzioni tecnologiche sviluppate. A questi si aggiungono oltre trenta living lab attivati su tutto il territorio nazionale e una rete che coinvolge 28 università, 5 centri nazionali e 14 partner privati.

«Abbiamo costruito un ecosistema in cui università e imprese lavorano insieme», evidenzia il direttore del Centro Marco Pacini, sottolineando il valore della collaborazione e del trasferimento di competenze. Il piano industriale prevede infatti percorsi di formazione avanzata, un’Academy per tecnici e manager, servizi di consulenza e tech brokering, oltre alla creazione di un incubatore e acceleratore di startup. Il programma della due giorni alternerà momenti istituzionali, presentazioni tecniche e attività di networking. Il pomeriggio del 9 aprile sarà dedicato alla presentazione delle principali soluzioni sviluppate, mentre le sessioni “Green Minds” offriranno spazio ai giovani ricercatori e alle prospettive future del settore. Non mancheranno visite guidate all’Agritech Village, con tour tra le tecnologie e le infrastrutture.

Il 10 aprile l’attenzione si concentrerà sulle startup selezionate per i programmi di accelerazione e sulla roadmap 2025–2030, che delineerà le strategie future e le nuove partnership. Con l’apertura di Arca, il progetto Agritech entra in una nuova fase: dalla ricerca teorica alla sperimentazione applicata. Un passaggio cruciale che ridefinisce il rapporto tra università e filiera agroalimentare, trasformando Napoli in un punto di riferimento per l’innovazione sostenibile e lo sviluppo del settore.

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