Dieci giorni di scrittura, confronto e libertà creativa nel segno di Annibale Ruccello

Nel cuore silenzioso della penisola sorrentina, tra paesaggi sospesi e orizzonti che invitano alla riflessione, prende vita Queequeg, una nuova residenza artistica dedicata alla drammaturgia contemporanea. Dal 25 giugno al 5 luglio 2026, Montechiaro di Vico Equense diventerà un laboratorio vivo di idee, parole e visioni, accogliendo otto autrici e autori chiamati a interrogare il presente e immaginare nuovi futuri attraverso la scrittura teatrale. Il progetto, promosso da Casa del Contemporaneo e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, nasce come primo tassello di una residenza creativa permanente dedicata alla memoria di Annibale Ruccello, figura centrale del teatro italiano. Alla guida artistica c’è Pier Lorenzo Pisano, autore e regista capace di muoversi tra teatro, cinema e narrativa, affiancato dalla direzione organizzativa di Clarissa Curti e Napoleone Zavatto. Queequeg non è semplicemente una residenza, ma uno spazio di sospensione e possibilità, dove il tempo diventa materia creativa e la scrittura si libera da vincoli produttivi per ritrovare la propria essenza più autentica. Qui il gesto dello scrivere si fa pratica condivisa, confronto continuo, ricerca collettiva. Un luogo dove le storie possono emergere, trasformarsi e prendere forma senza urgenze, guidate dalla necessità interiore di chi le racconta.

La scelta di Montechiaro non è casuale. Isolato e allo stesso tempo profondamente connesso al territorio, questo luogo dialoga idealmente con la Castellammare di Ruccello, offrendo agli autori una dimensione di “esilio creativo”, lontana dal rumore ma vicina alla sostanza del pensiero. Un rifugio dove la scrittura può respirare. Il bando si rivolge a otto partecipanti, tra professionisti e giovani in formazione, senza limiti di età, accomunati dal desiderio di confrontarsi con la propria voce autoriale. Il lavoro si svilupperà in un ambiente aperto, dove ogni esperienza diventa occasione di crescita e ogni confronto un passaggio necessario verso nuove forme espressive.

Il nome stesso del progetto richiama una figura letteraria potente e simbolica. Queequeg, personaggio di Moby Dick, è presenza silenziosa e misteriosa, capace di orientare la narrazione senza mai dominarla. Una metafora perfetta per un’iniziativa che non impone direzioni, ma accompagna gli autori nel loro percorso, lasciando emergere linguaggi e sensibilità differenti. Al centro, resta la convinzione che la scrittura teatrale nasca da un legame profondo con i luoghi e con le relazioni. Che abbia bisogno di tempo, ascolto e libertà per generare immagini, emozioni e visioni. Queequeg si propone così come una casa temporanea per la drammaturgia, uno spazio necessario dove le parole possano essere pensate, smontate e ricostruite prima di incontrare la scena. Un progetto che guarda al futuro del teatro partendo dalla sua radice più profonda, la capacità di raccontare il mondo attraverso la voce di chi lo abita.

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