
A pochi giorni dalla scadenza del 31 agosto, la provincia di Caserta registra 8.176 interventi finanziati per 1,755 miliardi di euro. I dati ReGiS aggiornati al primo luglio indicano il 24,4% dei progetti conclusi, ma la rendicontazione di settembre sarà decisiva per misurare il reale stato di avanzamento.
La provincia di Caserta entra nella fase più delicata della corsa al Pnrr. Con la scadenza fissata al 31 agosto, Terra di Lavoro presenta un quadro migliore rispetto alla media campana, ma ancora segnato da una forte pressione sui tempi di chiusura, certificazione e rendicontazione degli interventi. Secondo il monitoraggio degli Uffici studi di Camera e Senato, aggiornato al primo luglio sulla base dei dati ReGiS, nel Casertano risultano 8.176 progetti per un valore complessivo di 1,755 miliardi di euro. Di questi, il 24,4% è indicato come concluso, mentre il 75,5% risulta ancora in corso. Il dato colloca Caserta in una posizione relativamente più avanzata rispetto ad altre province campane, alle spalle di Avellino, che raggiunge il 33,9% di interventi chiusi, e sostanzialmente in linea con Salerno, ferma al 24,8%. Più indietro Napoli, con il 18,5%, e Benevento, con il 18,1%. La fotografia, tuttavia, va letta con prudenza: i numeri sono aggregati e aggiornati al primo luglio, dunque potrebbero non riflettere in tempo reale le chiusure operative maturate nelle ultime settimane. Proprio per questo la rendicontazione attesa a settembre sarà il vero banco di prova.
La partita non è soltanto statistica. Per Comuni, enti attuatori e cittadini, la chiusura corretta dei progetti significa trasformare finanziamenti e cantieri in opere, servizi, infrastrutture, interventi digitali ed efficientamento energetico. Molti procedimenti devono ancora completare collaudi, verifiche amministrative, caricamento documentale sulle piattaforme di controllo e certificazione finale. Ogni ritardo può incidere sui pagamenti e sulla possibilità di evitare contestazioni nella fase post-chiusura. Il monitoraggio ha già acceso il confronto politico. Da un lato, esponenti locali di Fratelli d’Italia invitano alla cautela, ricordando che i dati ReGiS possono essere superati dagli avanzamenti delle singole autorità di progetto e che solo la rendicontazione finale consentirà un bilancio attendibile. Dall’altro, la Lega punta il dito contro la Regione Campania, richiamando il dato complessivo regionale, indicato intorno al 16,8% di interventi conclusi su quasi 15 miliardi di finanziamenti.
Il nodo centrale resta la capacità amministrativa degli enti locali. La fase finale del Pnrr non riguarda più soltanto l’apertura dei cantieri o l’assegnazione delle risorse, ma la dimostrazione puntuale che gli interventi siano stati realizzati, documentati e rendicontati secondo le regole previste. In questo passaggio si misura la tenuta della macchina pubblica: uffici tecnici, responsabili di procedimento, amministratori, imprese e soggetti attuatori devono coordinarsi in tempi strettissimi per evitare che un progetto completato sul piano materiale resti fragile sul piano documentale. Per Caserta il dato del 24,4% di progetti conclusi segnala una performance non trascurabile nel contesto regionale, ma non autorizza letture trionfalistiche. Il fatto che oltre tre quarti delle risorse risultino ancora in corso conferma quanto sia decisiva l’ultima fase del Piano. La vera differenza, nelle prossime settimane, sarà tra interventi effettivamente completati e interventi solo formalmente avviati o non ancora pienamente certificati.
La rendicontazione di settembre servirà quindi a separare la percezione politica dalla verifica amministrativa. Solo allora sarà possibile capire quanti progetti saranno stati realmente chiusi, quali territori avranno saputo rispettare gli obiettivi e quali criticità resteranno aperte. Per cittadini e imprese, intanto, la posta in gioco resta concreta: non semplicemente percentuali e tabelle, ma opere pubbliche attese, servizi migliori e risorse che devono tradursi in risultati visibili. Caserta arriva alla scadenza con un vantaggio relativo sulla media campana, ma con una corsa ancora tutta da completare. Il Pnrr entra così nella sua fase più severa: quella in cui non basta aver ottenuto i fondi, né aver avviato i cantieri. Serve dimostrare di aver trasformato le risorse in interventi conclusi, certificati e utili al territorio.






Commenti recenti