Venerdì 4 settembre, alle 17, la Pro Loco di Ponte promuove una giornata di studio dedicata al rapporto tra acqua, territorio, archeologia e memoria locale. Al centro dell’incontro santuari di confine, attraversamenti fluviali, geologia della Valle del Calore e storia dei pontesi.

L’acqua come elemento naturale, confine, via di attraversamento, luogo sacro e memoria collettiva. Sarà questo il filo conduttore del convegno “Quanta acqua sotto il Ponte. Santuari di confine e attraversamento delle acque”, in programma venerdì 4 settembre 2026, alle ore 17, nell’Abbazia di Sant’Anastasia a Ponte, in provincia di Benevento. L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco di Ponte nell’ambito delle Giornate della Cultura a Ponte, si propone come un momento di approfondimento aperto al pubblico, dedicato al legame millenario tra la comunità pontese, i suoi fiumi e il patrimonio storico-archeologico del territorio. Un’occasione per rileggere il paesaggio non solo come scenario naturale, ma come spazio abitato dalla storia, dalla religiosità, dagli scambi e dalle trasformazioni che hanno segnato l’identità locale.

Il titolo del convegno richiama volutamente l’espressione popolare “quanta acqua sotto i ponti”, trasformandola in una chiave di lettura culturale. A Ponte, infatti, l’acqua non è soltanto risorsa o elemento geografico, ma parte integrante della storia del paese e della Valle del Calore. Fiumi, guadi, ponti e santuari raccontano da secoli il rapporto tra insediamenti umani, vie di comunicazione, pratiche devozionali e controllo del territorio. A moderare l’incontro sarà Pasquale Marino, archeologo e autore. I saluti istituzionali saranno affidati ad Antonello Caporaso, sindaco del Comune di Ponte, ad Antonio Frangiosa, presidente della Pro Loco di Ponte, e a Laura Coletta, responsabile dell’evento e consigliera della Pro Loco.

Il programma prevede interventi di studiosi, archeologi, docenti e cultori della storia locale. Sabatino Ciarcia, professore associato di Geologia stratigrafica e sedimentologia all’Università del Sannio e vicepresidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, interverrà sul tema “Viaggio nella geologia della Bassa Valle del Calore”, offrendo una lettura scientifica del paesaggio fluviale e della sua evoluzione. Giuseppe Corbo, cultore di storia locale, autore e collaboratore di riviste storiche, affronterà il tema “Acqua e vita: il millenario rapporto dei pontesi con i propri fiumi”, ricostruendo il legame quotidiano, economico e identitario tra la comunità e le sue acque. Flavio Castaldo, docente di lettere, archeologo, autore e saggista, parlerà invece de “Il culto delle acque nel mondo italico”, allargando lo sguardo alla dimensione religiosa e simbolica dell’acqua nelle antiche culture dell’Italia preromana.

Spazio anche alla storia romana del Sannio con Simone Foresta, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, che interverrà su “Beneventum romana: le acque e i ponti”. Antonella Tomeo e Andrea Martelli, funzionari archeologi della stessa Soprintendenza, presenteranno invece un approfondimento sul “santuario sannitico-romano in località Piana a Ponte”, con attenzione alle indagini archeologiche e alle prospettive di valorizzazione. A chiudere il percorso sarà Carlo Guglielmucci, cultore di storia locale e prolifico autore di testi su Ponte, con un intervento dedicato a “Ponte e le sue acque: storie, racconti, aneddoti”. Un contributo pensato per restituire anche la dimensione più narrativa e popolare del rapporto tra il paese e i suoi corsi d’acqua.

L’evento vede il coinvolgimento di numerosi partner istituzionali e associativi, tra cui Soprintendenza ABAP Caserta-Benevento, Comune di Ponte, UNPLI nazionale, UNPLI Benevento, Italia Nostra Matese Alto Tammaro, ASD Sporting Ponte 2019, Unimpresa Irpinia Sannio e Mezzogiornoitalia. Il convegno punta a valorizzare l’Abbazia di Sant’Anastasia come luogo di cultura e confronto, inserendo Ponte in un percorso di riscoperta del patrimonio locale. L’acqua, in questa prospettiva, diventa una chiave per leggere geologia, archeologia, spiritualità, vita quotidiana e memoria comunitaria. Un patrimonio che non appartiene solo al passato, ma può diventare risorsa per costruire nuove forme di conoscenza, tutela e promozione del territorio.

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