
La manifestazione ideata da Nino Vincensi non avrà una decima edizione. Decisiva la mancanza di sovvenzioni. Negli anni ha portato a Salerno scienziati, artisti, divulgatori e grandi protagonisti della cultura italiana.
SALERNO – Si ferma uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili degli ultimi anni nel panorama salernitano. Il Premio Leonardo, la rassegna dedicata alla divulgazione scientifica, alla comunicazione e al dialogo tra conoscenza e spettacolo, non celebrerà la sua decima edizione. Dopo nove anni di attività, il progetto ideato da Nino Vincensi interrompe il proprio percorso, almeno temporaneamente, a causa della mancanza di risorse economiche e dell’assenza delle condizioni necessarie per garantire il livello qualitativo che ha caratterizzato la manifestazione fin dalla nascita. Una decisione definita “dolorosa ma responsabile” dagli organizzatori, maturata nelle ultime settimane dopo una lunga riflessione sul futuro della rassegna. Nato con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile, coinvolgente e capace di dialogare con il grande pubblico, il Premio Leonardo è riuscito nel tempo a costruire una propria identità precisa nel panorama culturale campano e nazionale.
La formula scelta dagli organizzatori ha infatti sempre puntato sull’incontro tra linguaggi differenti: divulgazione scientifica, arte, spettacolo, televisione, esplorazione e innovazione si sono intrecciati in un racconto pensato soprattutto per avvicinare le nuove generazioni al mondo della conoscenza. Nel corso delle nove edizioni il Premio Leonardo ha ospitato a Salerno scienziati, divulgatori, giornalisti, attori, esploratori e protagonisti del mondo culturale italiano, trasformando ogni appuntamento in un evento capace di coniugare approfondimento e intrattenimento. Solo nell’ultima edizione sono saliti sul palco il geologo e mineralogista Luca Bindi, la giornalista e divulgatrice Licia Colò, l’astrofisico Adrian Fartade, l’attrice e creator Angelica Massera e l’imprenditore Biagio Crescenzo, con la conduzione affidata a Paola Saluzzi e Pino Strabioli.
Nel 2024 il Premio aveva invece accolto personalità come Giancarlo Giannini e l’esploratore marittimo Alberto Luca Recchi, confermando la volontà della manifestazione di tenere insieme mondi apparentemente distanti ma accomunati dal valore della narrazione e della conoscenza. Tra i momenti più emozionanti dell’ultima edizione anche il riconoscimento alla memoria dedicato ad Antonio De Curtis, Totò, ritirato dalla nipote Elena Anticoli De Curtis. Negli anni il Premio Leonardo è riuscito a ritagliarsi uno spazio originale all’interno dell’offerta culturale della città, distinguendosi per il taglio divulgativo e per la capacità di intercettare pubblici trasversali. La manifestazione aveva infatti scelto di non limitarsi alla semplice celebrazione accademica della scienza, ma di raccontarla come esperienza viva, quotidiana e profondamente intrecciata con i linguaggi contemporanei della comunicazione. Proprio questa identità aveva consentito al Premio di diventare un punto di riferimento culturale non soltanto per Salerno ma anche per il territorio regionale. A pesare sulla decisione dello stop è stata soprattutto la questione economica.
“Non è una scelta che avremmo voluto fare, ma è una decisione presa con senso di responsabilità”, spiega l’ideatore Nino Vincensi. “Il Premio Leonardo ha sempre puntato su qualità, contenuti e rispetto del pubblico: condizioni che oggi, senza adeguate sovvenzioni, non riusciamo più a garantire”. Parole che fotografano una difficoltà sempre più diffusa nel panorama culturale italiano, dove molte manifestazioni indipendenti faticano a sostenersi in assenza di finanziamenti strutturali pubblici o privati. “Fermarsi è doloroso – aggiunge Vincensi – ma è anche un modo per tutelare il valore di quanto costruito in questi anni”. Il fondatore del Premio lascia però aperta una possibilità per il futuro. “Mi auguro che questo non sia un addio definitivo, ma soltanto una pausa. Progetti come questo meritano di continuare a vivere”.
La speranza degli organizzatori è infatti quella che possano crearsi nuove condizioni economiche e istituzionali per rilanciare la manifestazione nei prossimi anni. Nel frattempo resta il patrimonio culturale costruito in quasi un decennio di attività: nove edizioni che hanno contribuito a portare la divulgazione scientifica fuori dai contesti specialistici, trasformandola in esperienza condivisa e accessibile. Per Salerno si chiude così, almeno per ora, una stagione culturale che aveva saputo accendere i riflettori sulla bellezza del sapere e sulla forza del racconto scientifico. Un’eredità che continua a vivere nella memoria del pubblico, degli ospiti e della città che per nove anni ha fatto del Premio Leonardo uno dei propri simboli culturali più originali.






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