
A Ragusa confronto internazionale su tecnologie, buone pratiche e futuro dell’agricoltura in serra tra digitale, sostenibilità e competitività.
Si è concluso a Ragusa il workshop tecnico-scientifico promosso nell’ambito del progetto PROTECHMED, un’iniziativa internazionale che punta a guidare la transizione tecnologica ed ecologica del settore orticolo mediterraneo. L’incontro, ospitato presso la sala conferenze dell’Ordine degli Agronomi, ha riunito ricercatori, professionisti, istituzioni e aziende agricole per discutere soluzioni eco-innovative dedicate alle colture protette. Al centro del progetto, cofinanziato dal programma Interreg NEXT MED, c’è l’obiettivo di costruire un modello di agricoltura sostenibile capace di affrontare le sfide più urgenti del comparto: la gestione efficiente delle risorse idriche, l’ottimizzazione dell’energia, l’uso razionale dei nutrienti e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
La direttrice di SVI.MED. ETS, Emilia Arrabito, ha sottolineato come PROTECHMED rappresenti un ponte tra ricerca, istituzioni e imprese agricole. L’obiettivo è sviluppare soluzioni realmente applicabili, partendo dalle esigenze concrete di chi opera quotidianamente nelle serre. In un contesto sempre più complesso, segnato da instabilità dei mercati e pressioni ambientali, diventa fondamentale individuare strumenti capaci di ridurre i rischi e migliorare la qualità delle produzioni. Il progetto coinvolge un partenariato internazionale di alto profilo che unisce realtà di diversi Paesi del Mediterraneo: Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta. Tra i partner figurano, oltre a SVI.MED., il CIHEAM Bari, l’Università della Tessaglia, il Ministero dell’Agricoltura di Malta, l’Akdeniz University, il LARI del Libano, BIAT e l’Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca. Uno dei temi centrali emersi durante il workshop è quello dell’Agricoltura 5.0, un’evoluzione dei modelli precedenti che integra tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, Internet of Things e droni, con una visione sistemica della produzione agricola. Non si tratta più di introdurre singole innovazioni, ma di costruire un sistema integrato in cui dati, gestione e decisioni umane lavorano insieme per aumentare efficienza, sostenibilità e resilienza.
In questo contesto si inserisce il lavoro sulle buone pratiche raccolte nel Catalogo PROTECHMED, presentato da Bilal Derardja del CIHEAM Bari. Il catalogo nasce dall’esigenza di mettere a sistema soluzioni già esistenti nel Mediterraneo, spesso frammentate o poco documentate, per renderle accessibili, confrontabili e replicabili. Tra i temi affrontati figurano la gestione dell’acqua, l’efficienza energetica, la digitalizzazione, la fertirrigazione, i sistemi fuori suolo e l’economia circolare. Le buone pratiche non rappresentano solo esempi tecnici, ma strumenti strategici per accelerare l’innovazione e favorire l’adattamento delle soluzioni ai diversi contesti territoriali. L’obiettivo è creare una base comune di conoscenze che possa supportare azioni pilota, percorsi formativi e politiche pubbliche più efficaci.
Il progetto entra ora in una fase operativa decisiva con il Sicily Camp, in programma dal 3 al 5 giugno. Ragusa diventerà il centro di visite tecniche e focus group che coinvolgeranno aziende provenienti da tutto il bacino mediterraneo. Sarà l’occasione per osservare da vicino diverse tipologie di coltivazione, dal suolo ai sistemi fuori suolo, fino a soluzioni innovative come acquaponica, idroponica, aeroponica e serre agrivoltaiche.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sperimentazione di tecnologie avanzate, come Agrivision, un sistema sviluppato da SVI.MED. per la gestione remota delle serre attraverso visori intelligenti collegati a sensori e piattaforme digitali. Una soluzione che punta a migliorare il controllo delle coltivazioni e a ottimizzare l’uso delle risorse. Con PROTECHMED, la serricoltura del territorio ibleo si conferma un punto di riferimento internazionale non solo per la qualità delle produzioni, ma anche per la capacità di innovare e adottare tecnologie all’avanguardia. Un modello che guarda al futuro dell’agricoltura mediterranea, sempre più orientato verso sostenibilità, digitalizzazione e cooperazione tra Paesi.








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