
Un viaggio tra fragilità, memoria e visioni contemporanee per un weekend internazionale.
Avellino si prepara a tre giorni immersivi dedicati alla danza contemporanea, un ritorno atteso dopo la breve pausa che ha segnato la prima parte del RAID Rassegna Interregionale Danza, progetto che fino al 22 novembre porta in Irpinia performance, contaminazioni e sguardi da tutto il mondo. Da venerdì 7 a domenica 9 novembre Palazzo Ducale Orsini diventa teatro di un fitto intreccio di poetiche, linguaggi e corpi che parlano di fragilità, trasformazione e memoria, in un flusso artistico che attraversa l’Italia, la Germania e il Canada.
L’apertura di venerdì 7 novembre alle 20 è affidata a Storia di Carta della Compagnia Campaniadanza, firmato da Simone Liguori con drammaturgia di Eirene Campagna, una riflessione intensa sul potere salvifico della cultura e sul gesto artistico come resistenza. Ispirandosi a figure come il bibliotecario musulmano che salvò l’Haggadah di Sarajevo e al personaggio di Hanta creato da Bohumil Hrabal, lo spettacolo mette in relazione distruzione e rinascita, intrecciando fragilità e tenacia.
Segue la Compagnia Arabesque con Not Just Right Dance, ideazione e coreografia di Marco Munno, vincitore del contest New Dance Generation. In scena Anna Carleo, Manuela Facelgi, Ilenia Festa e Lorenza Schettini, interpreti di un viaggio emotivo in cui l’imperfezione diventa materia poetica e la vulnerabilità si trasforma in possibilità. Munno racconta una condizione collettiva fatta di sospensione, solitudine e ricerca di equilibrio, restituendo a ciò che è fragile una forza magnetica.

Sabato 8 novembre, sempre alle 20, spazio all’artista tedesca Caroline Simon e al suo One Moment Please, una creazione che gioca sul tempo dell’attesa e sull’imprevedibilità delle piccole cose, tra ironia e delicatezza. A seguire Murmure di Hilde Grella per Compagnia CO.CI.S, con un ensemble tutto al femminile composto da Antonia Buono, Susy Capolupo, Laura Forcellati, Hilde Grella, Marina Parrilli e Simonetta Incarnato. La scena diventa luogo di risonanza dei mormorii interiori del pensiero femminile, dove l’alienazione quotidiana si ribalta in libertà poetica, in un delicato equilibrio tra concretezza ed evasione.
Il weekend si chiude domenica 9 novembre, ancora alle 20, con Leftovers del canadese Josh Martin, co-direttore della Company 605. Un solo potente che scava nella memoria fisica, in ciò che resta nel corpo quando la mente dimentica o si perde. Martin prova a separare pensiero e movimento, restituendo una danza istintiva, densa, radicata nelle fibre e nei respiri, sospesa tra impulso e urgenza emotiva.
Il RAID si conferma anche nel 2025 un crocevia di estetiche e sensibilità, un luogo dove la danza diventa linguaggio vivo e necessario, capace di attraversare storie personali e orizzonti globali. Palazzo Ducale Orsini accoglie così un nuovo capitolo di questa rassegna che continua a costruire ponti tra comunità artistiche, generazioni e territori, invitando il pubblico a lasciarsi attraversare da visioni che non cercano risposte ma aprono domande, emozioni e possibilità.









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