Resilienza, sostenibilità e stop al consumo di suolo al centro della sfida per il futuro delle città

La rigenerazione urbana come leva strategica per ripensare le città e affrontare le sfide del futuro. È questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto il 20 aprile presso l’ex Monastero dei Benedettini di Catania, dove istituzioni, professionisti e mondo accademico si sono confrontati sul nuovo disegno di legge della Regione Siciliana dedicato alla resilienza urbana. L’iniziativa, promossa da un ampio partenariato che ha coinvolto Ordini professionali, Università, Ance Catania e l’amministrazione comunale, ha rappresentato un momento di riflessione approfondita su un modello di sviluppo urbano capace di superare la semplice riqualificazione edilizia per abbracciare una visione più ampia, integrata e sostenibile.

Il dibattito, moderato dalla direttrice di Ance Catania Ines Petrilla, ha avuto come filo conduttore la proposta normativa illustrata dal deputato regionale Alessandro Porto. Il disegno di legge punta a introdurre strumenti innovativi per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita nelle aree urbane, promuovendo al tempo stesso sviluppo economico e coesione sociale. Tra gli elementi più innovativi emergono il concetto di resilienza dinamica e l’introduzione di un rating di resilienza, strumenti pensati per offrire a progettisti e investitori un quadro chiaro delle condizioni e delle potenzialità dei territori. Il provvedimento si inserisce nel solco della pianificazione territoriale prevista dalla legge regionale 19 del 2020, integrando temi come neutralità climatica, economia circolare e adattamento ai cambiamenti ambientali.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato il ruolo centrale delle amministrazioni locali. Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha sottolineato l’impegno già avviato con la redazione del Piano Urbanistico Generale e con una serie di interventi destinati a garantire continuità nel tempo, puntando anche al ripopolamento del centro urbano. La rigenerazione urbana è stata descritta come un processo complesso che coinvolge diversi ambiti, dalla demolizione e ricostruzione degli edifici al recupero delle aree degradate, dalla creazione di infrastrutture verdi e blu all’efficientamento energetico del patrimonio esistente. Un approccio che richiede il contributo coordinato di tutti gli attori del sistema.

In questo scenario, il settore delle costruzioni assume un ruolo strategico. Le imprese non sono più semplici esecutori, ma protagonisti della trasformazione urbana, chiamati a collaborare con progettisti e istituzioni per definire modelli di sviluppo sostenibili e duraturi. Anche il mondo delle professioni ha evidenziato la necessità di un cambio di paradigma. La rigenerazione non può limitarsi a interventi estetici, ma deve ridurre le vulnerabilità strutturali del patrimonio edilizio, migliorando sicurezza e vivibilità. In questa direzione, strumenti come le premialità edilizie e una semplificazione burocratica possono rappresentare un incentivo concreto.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del consumo di suolo e alla gestione del rischio idrogeologico. I dati più recenti evidenziano criticità significative, con una perdita costante di superfici naturali e un aumento dell’esposizione al rischio alluvioni. Elementi che rendono ancora più urgente una pianificazione consapevole e integrata. Il nuovo disegno di legge si propone dunque come una base solida per avviare un percorso di trasformazione delle città siciliane, orientato a una maggiore sostenibilità, a una migliore qualità della vita e a un equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Una sfida complessa, ma ormai non più rinviabile.

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