
Conclusi i lavori di ristrutturazione e ampliamento del museo della ASL Roma 1. Un percorso immersivo tra memoria, arte e inclusione sociale nel luogo che per decenni ha ospitato il manicomio della Capitale.
ROMA – Un luogo simbolo della storia della psichiatria italiana torna a vivere con un nuovo percorso espositivo dedicato alla memoria, all’inclusione e alla lotta contro lo stigma. Ha riaperto ufficialmente nel Padiglione 6 del complesso di Santa Maria della Pietà il Museo Laboratorio della Mente della ASL Roma 1, completamente ristrutturato e ampliato dopo un lungo intervento di recupero iniziato nel 2022. La struttura sorge all’interno dell’ex manicomio della Capitale, attivo per quasi un secolo, e rappresenta oggi uno dei più importanti esempi italiani di museo narrativo dedicato alla salute mentale e alla trasformazione culturale avviata dopo la legge Basaglia.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dell’assessora regionale alla Cultura Simona Renata Baldassarre, degli assessori capitolini Maurizio Veloccia e Giuseppe Battaglia, del presidente del Municipio XIV Marco Della Porta, oltre ai rappresentanti della ASL Roma 1 e di Lazio Innova. I lavori di recupero sono stati finanziati attraverso fondi PNRR e risorse regionali per un investimento complessivo superiore a 1,8 milioni di euro, destinati sia al restauro della facciata storica sia alla riqualificazione degli spazi interni.
Il nuovo allestimento, intitolato “Portatori sani di diversità”, è stato realizzato grazie a un ulteriore finanziamento di 650 mila euro di Lazio Innova e punta a trasformare il museo in un’esperienza immersiva capace di unire memoria storica, tecnologia e riflessione sociale. Tra le novità più significative c’è la collaborazione con la ASL di Rieti, che ha contribuito alla realizzazione di un innovativo ologramma inserito nel percorso espositivo. Una scelta che rafforza la nascita di una rete regionale dedicata alla salute mentale e all’utilizzo di nuovi linguaggi per raccontare il disagio psichico e la dignità delle persone. Il Museo Laboratorio della Mente, nato nel 2000, si conferma così un punto di riferimento internazionale nel panorama dei musei di narrazione. Centrale resta il sodalizio artistico con Studio Azzurro, che negli anni ha costruito un percorso multimediale e interattivo capace di abbattere il confine tra reale e virtuale.
L’obiettivo del museo non è soltanto conservare la memoria dell’istituzione manicomiale, ma trasformarla in uno strumento attivo di sensibilizzazione contro l’emarginazione e i pregiudizi legati alla salute mentale. Attraverso installazioni immersive, tecnologie digitali e testimonianze storiche, il nuovo percorso invita i visitatori a riflettere sui temi dell’esclusione sociale, dei diritti e dell’evoluzione della cura psichiatrica in Italia. Con la riapertura del Museo Laboratorio della Mente, Roma restituisce alla città non solo uno spazio culturale rinnovato, ma anche un luogo simbolico capace di tenere insieme memoria, arte e impegno civile.






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