
Secondo il sondaggio Ipsos per Confesercenti, sette italiani su dieci sono pronti ad acquistare durante le vendite di fine stagione, ma il budget medio resta prudente: 209 euro a persona. Pesano inflazione, costi fissi e presaldi.
Partono ufficialmente i saldi estivi in tutta Italia. Da sabato 4 luglio prendono il via le vendite di fine stagione in tutte le regioni, appuntamento ancora molto atteso dai consumatori ma condizionato dal caro-vita e da una maggiore prudenza nella spesa.Secondo il consueto sondaggio realizzato da Ipsos per Confesercenti su un campione di 800 italiani tra i 18 e i 65 anni, sette italiani su dieci hanno intenzione di acquistare durante i saldi. La propensione all’acquisto risulta più alta nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 71%.
Il budget medio previsto è di 209 euro a persona, ma con differenze territoriali significative. Il Nord-Ovest guida la classifica con una spesa media stimata di 247 euro, mentre il Sud si ferma a 181 euro. Anche tra uomini e donne emergono differenze: gli uomini prevedono di spendere in media 225 euro, le donne 196. Rispetto allo scorso anno, il 54% degli intervistati dichiara di voler mantenere invariato il proprio budget, mentre il 28% prevede di ridurlo. La quota sale al 32% nel Nord-Est e al Sud. Solo il 18% pensa di aumentare la spesa, con un picco del 25% al Centro Italia.
Tra chi taglia il budget, il 65% indica il caro-vita e l’inflazione come causa principale. La percentuale sale al 70% nel Nord-Ovest. Il 43% segnala invece l’aumento dei costi fissi legati all’abitazione, un fattore particolarmente sentito al Sud, dove raggiunge il 52%. Il 31% parla di una scelta consapevole di risparmio, motivazione che cresce fino al 42% tra i più giovani. A incidere sull’avvio dei saldi è anche il fenomeno dei presaldi. Il 36% degli intervistati dichiara di aver già acquistato prodotti in sconto prima dell’inizio ufficiale delle vendite di fine stagione, complice la diffusione di promozioni online e offline nelle settimane precedenti. La quota sale al 48% tra i 18 e i 34 anni e al 42% nel Mezzogiorno.
Una tendenza che, secondo le associazioni di categoria, rischia di indebolire il valore stesso dei saldi, soprattutto per i negozi di prossimità che rispettano il calendario ufficiale. Le promozioni anticipate riducono infatti la finestra temporale in cui i saldi restano un evento riconoscibile e concentrato. Sul fronte degli acquisti, in cima alla lista ci sono le calzature, indicate dal 52% degli intervistati. Seguono t-shirt e top, scelti dal 49%, maglieria estiva, al 39%, abiti, al 36%, e pantaloni o gonne, sempre al 36%.
Restano marcate le differenze di genere. L’abbigliamento sportivo interessa il 34% degli uomini contro il 19% delle donne, mentre le donne privilegiano abiti e vestiti, scelti dal 47% contro il 24% degli uomini. Tra gli accessori, le borse attirano il 18% delle donne e il 4% degli uomini. Il quadro conferma i saldi come occasione soprattutto per rinnovare capi di uso quotidiano, più che per acquisti occasionali o di impulso. Il consumatore appare interessato alle promozioni, ma più selettivo e attento rispetto al passato.
A rilanciare il tema del calendario è Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti. “I saldi restano attesi dai consumatori, anche se il susseguirsi di campagne promozionali lungo tutto l’anno ne diluisce il richiamo. Ma resta il problema del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando è appena cominciata, e i presaldi anticipano ulteriormente l’appuntamento”, afferma. Secondo Recine, l’attuale impostazione finisce per penalizzare soprattutto i negozi fisici. “Così l’evento finisce per perdere il proprio senso e impedisce di fatto di vendere le collezioni estive e invernali a prezzo pieno”, sottolinea.
Per questo Fismo Confesercenti ha lanciato una petizione alla Camera dei Deputati, che ha già raccolto oltre 3.000 firme di imprenditori, con l’obiettivo di posticipare la data di avvio dei saldi. La richiesta è quella di introdurre regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di ristabilire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online. L’avvio dei saldi estivi 2026 si muove dunque tra aspettative e cautela. Da un lato resta alta la voglia di approfittare dei ribassi, dall’altro inflazione, costi fissi e incertezza economica impongono scelte più prudenti. Per il commercio, la sfida è recuperare attrattività senza perdere sostenibilità, in un mercato sempre più condizionato dalle promozioni continue e dalla concorrenza digitale.








Commenti recenti