
Il 10 luglio al Giardino degli Ulivi in scena Opus Ballet, Arb Dance Company e Kidarte. L’11 luglio al Teatro Mario Scarpetta arriva “Femina” della Compagnia Abbondanza/Bertoni, finalista al Premio Ubu 2023.
Prosegue il viaggio del Salerno Danza Festival – De Rerum Natura, la manifestazione diretta da Luigi Aruta che fino al 26 luglio attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio salernitano, mettendo in dialogo danza contemporanea, paesaggio e patrimonio culturale. Dopo le prime tappe tra Pontecagnano e Gioi Cilento, il festival entra nel vivo della programmazione di luglio con due appuntamenti dedicati alla ricerca coreografica nazionale. Il 10 luglio il Giardino degli Ulivi di Ascea ospiterà una serata con Opus Ballet, Arb Dance Company e Kidarte. L’11 luglio, invece, il Teatro Mario Scarpetta di Sala Consilina accoglierà la Compagnia Abbondanza/Bertoni con “Femina”, spettacolo finalista al Premio Ubu 2023 nella categoria Miglior spettacolo di danza.
Venerdì 10 luglio, alle ore 21.30, ad Ascea, il programma proporrà tre differenti visioni della danza contemporanea, accomunate da una riflessione sull’identità, sulla relazione e sulla possibilità di superare i confini individuali attraverso il movimento. Ad aprire la serata sarà Opus Ballet di Firenze con “Piano-forte”, creazione firmata da Roberto Tedesco. La compagnia diretta da Rosanna Brocanello, tra le realtà più consolidate del panorama nazionale, porta in scena un lavoro costruito sul dialogo tra opposti. Due corpi attraversano lo spazio in una continua oscillazione tra vicinanza e distanza, presenza e assenza, forza e fragilità. Sulle note dei Notturni di Chopin, la coreografia si sviluppa come una meditazione danzata sul mistero delle polarità, mostrando come ogni gesto contenga il proprio contrario e come ogni relazione trovi il proprio equilibrio nella tensione tra elementi apparentemente inconciliabili. Seguirà “Street Tale” dell’Arb Dance Company, nuova creazione di Marco Munno prodotta dall’Associazione Arabesque, storica realtà campana impegnata da oltre quarant’anni nella promozione e nella produzione dell’arte coreutica.
Al centro della scena ci sono un uomo, una giacca e un bicchiere: oggetti ordinari che diventano strumenti di gioco e immaginazione. Lo spettacolo riflette sul valore del gioco nell’età adulta, interrogandosi sul rapporto tra spontaneità e convenzioni sociali. Attraverso una scrittura fisica ironica e coinvolgente, “Street Tale” recupera la lezione dell’”Homo Ludens” di Johan Huizinga, restituendo al gioco il ruolo di forza generatrice della creatività e dell’esperienza umana. A chiudere la serata sarà “Varco” di Kidarte, con coreografia dello stesso Luigi Aruta. In scena sette interpreti danno vita a un percorso che esplora la vulnerabilità come possibilità di incontro.
Attraversare il “varco” evocato dal titolo significa oltrepassare un confine interiore, abbandonare resistenze e paure per costruire uno spazio condiviso fondato sull’ascolto e sulla fiducia reciproca. Una riflessione sul senso della comunità che si traduce in una scrittura corale intensa ed essenziale. Sabato 11 luglio, alle ore 21.30, il festival si sposterà al Teatro Mario Scarpetta di Sala Consilina per accogliere una delle compagnie più autorevoli della scena italiana: la Compagnia Abbondanza/Bertoni. In programma “Femina”, spettacolo firmato da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con coreografia di Antonella Bertoni, finalista al Premio Ubu 2023 nella categoria Miglior spettacolo di danza.
Il lavoro è una potente indagine sul femminile contemporaneo. Attraverso un rigoroso impianto ritmico e una partitura fisica di grande precisione, quattro interpreti attraversano identità, ruoli e rappresentazioni, dando vita a un continuo processo di trasformazione. Tra presenza e dissimulazione, riconoscimento e smarrimento, “Femina” costruisce uno spazio scenico in cui il femminile si manifesta come esperienza plurale, mutevole e aperta, offrendo al pubblico una riflessione intensa e profondamente attuale.
Con questi due appuntamenti, il Salerno Danza Festival conferma la propria vocazione alla ricerca e alla diffusione della danza contemporanea, portando linguaggi coreografici diversi in contesti capaci di amplificarne il valore artistico e simbolico. Ascea e Sala Consilina diventano così tappe centrali di un percorso che attraversa il territorio salernitano non come semplice contenitore, ma come parte viva dell’esperienza scenica. Un festival che continua a mettere in relazione corpo, natura, comunità e memoria, trasformando ogni luogo in uno spazio di ascolto e visione.








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