Da Francia, Spagna, Svizzera, Germania e Albania ai protagonisti della scena italiana: sei tappe, oltre un mese di spettacoli e una sola grande idea, trasformare il territorio in un palcoscenico diffuso dove la danza dialoga con la memoria, il paesaggio e le comunità.

Torna con un programma ancora più ricco e internazionale uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla danza contemporanea nel Mezzogiorno. Dal 21 giugno al 26 luglio il Salerno Danza Festival – De Rerum Natura attraverserà musei, piazze storiche, giardini, teatri e monumenti della provincia di Salerno, confermandosi come una delle esperienze culturali più originali del panorama nazionale. Ideato dal CDTM – Circuito Danza Teatro e Musica, riconosciuto dal Ministero della Cultura e sostenuto dalla Regione Campania, il festival diretto da Luigi Aruta prosegue il proprio percorso di ricerca artistica e valorizzazione territoriale, facendo della relazione tra corpo e luogo il cuore della propria identità. Un progetto che negli anni ha saputo costruire un dialogo profondo tra i linguaggi del contemporaneo e il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico della Campania. L’edizione 2026 si svilupperà lungo un itinerario che toccherà Pontecagnano Faiano, Gioi Cilento, Ascea, Camerota, Sala Consilina e Padula, trasformando ogni tappa in un’esperienza immersiva dove il pubblico sarà chiamato non solo ad assistere agli spettacoli, ma a vivere i luoghi attraverso nuove prospettive artistiche.

L’apertura del festival, prevista per il 21 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, rappresenta già una dichiarazione d’intenti. Sarà infatti la danza ad inaugurare gli spazi della memoria antica con “Pre-giudizio”, creazione di Ilenia Rossi per la UDA Company di Roma, affiancata dalla compagnia Kidarte con “Varco”, progetto dedicato ai linguaggi urbani e alle nuove generazioni. Gli spettacoli si inseriscono anche nel programma della rassegna “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, promossa dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Campania per sperimentare nuove modalità di fruizione dei luoghi della cultura. Il carattere internazionale della manifestazione emergerà fin dai primi giorni. A Gioi Cilento arriveranno artisti provenienti dalla Francia e dalla Spagna con due spettacoli che raccontano la vitalità della scena coreografica europea contemporanea. Il dialogo tra differenti culture artistiche continuerà poi con la presenza della compagnia svizzera Cie Tiziana Arnaboldi, dell’Albanian Dance Theater Company e di numerosi progetti nati nell’ambito della cooperazione culturale internazionale.

 

Uno dei luoghi simbolo di questa edizione sarà il Giardino degli Ulivi di Ascea, affacciato sul mare e immerso nella natura del Cilento, che ospiterà alcuni tra i momenti più attesi del festival. Qui si alterneranno compagnie provenienti da tutta Italia con spettacoli che spaziano dalla ricerca coreografica alla contaminazione con il teatro fisico, dalla danza urbana alle sperimentazioni multimediali. Particolarmente significativo sarà l’omaggio alle nuove generazioni di autori e interpreti attraverso il progetto C.RE.A.RE Campania, che offrirà spazio a giovani coreografi impegnati nella costruzione di nuovi linguaggi espressivi. Una scelta che conferma la vocazione del festival a sostenere non soltanto i grandi nomi della scena contemporanea, ma anche i talenti emergenti che stanno ridefinendo il panorama coreutico nazionale.

Tra i protagonisti figurano inoltre alcune delle realtà più autorevoli della danza italiana, come Abbondanza/Bertoni, Balletto Teatro di Torino, Déjà Donné, Egribiancodanza, Twain Physical Dance Theatre, Mandala Dance Company e Versiliadanza, chiamate a confrontarsi con contesti scenici non convenzionali e con il paesaggio che caratterizza i diversi territori attraversati dalla manifestazione. Il festival raggiungerà poi Camerota, dove il Teatro Kamaraton accoglierà alcune delle produzioni più intense e suggestive del cartellone, prima di approdare a Sala Consilina e infine a Padula. Sarà proprio la Certosa di San Lorenzo, patrimonio mondiale dell’UNESCO e tra i complessi monumentali più importanti d’Europa, a ospitare il gran finale della manifestazione con “Napoli | Corpo | Vita”, spettacolo firmato dalla coreografa Emma Cianchi per ArtGarage Dance Company.

 

La scelta di luoghi così diversi tra loro non è casuale. Da sempre il Salerno Danza Festival costruisce il proprio progetto attorno all’idea che la danza possa diventare uno strumento di interpretazione del territorio, capace di restituire nuove letture del patrimonio culturale e paesaggistico. “Crediamo in una danza che abita i luoghi e che ne ascolta la storia”, spiega il direttore artistico Luigi Aruta. Una filosofia che trova piena espressione nel titolo dell’edizione 2026, “De Rerum Natura”, richiamo all’opera di Lucrezio e al rapporto profondo tra uomo, natura e tempo. Attraverso il movimento e il corpo, gli artisti sono chiamati a restituire questa connessione originaria, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di riflessione sul presente e sul nostro rapporto con il paesaggio.

Per oltre un mese la provincia di Salerno diventerà così una grande mappa culturale attraversata dalla danza. Musei archeologici, piazze medievali, giardini affacciati sul mare, teatri e monumenti monumentali si trasformeranno in spazi di incontro tra arte e cittadinanza, confermando la capacità del festival di costruire un dialogo autentico tra contemporaneità e memoria. Non solo spettacoli, dunque, ma un vero e proprio viaggio artistico che mette al centro il corpo come strumento di racconto e il territorio come protagonista. Un percorso che, anno dopo anno, continua a rendere il Salerno Danza Festival una delle esperienze culturali più innovative e riconoscibili del panorama italiano.

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