
Micro e nanotecnologie, oltre 2.000 ricercatori coinvolti e decine di brevetti: Catania si conferma hub dell’innovazione e guarda al futuro tra turismo, ambiente ed energia
Si chiude con risultati di grande rilievo il progetto SAMOTHRACE – Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – ma per Catania e per l’intero ecosistema della ricerca si tratta in realtà di un nuovo punto di partenza, grazie all’avvio di due progetti già finanziati per un valore complessivo di 40 milioni di euro che proiettano la Fondazione verso una fase ancora più ambiziosa. I numeri del bilancio finale raccontano infatti la portata di un’iniziativa che, in quattro anni, ha coinvolto oltre 2.000 ricercatori, tra cui circa 300 giovani e una significativa presenza femminile pari al 45%, portando alla realizzazione di più di 100 prototipi sperimentali, alla nascita di 5 spin-off, al deposito di 70 brevetti e alla pubblicazione di 600 lavori scientifici, risultati che testimoniano la capacità di trasformare la ricerca avanzata in innovazione concreta.
Il traguardo è stato presentato nel corso dell’evento conclusivo ospitato nell’aula S. Mazzarino del Monastero dei Benedettini, che ha riunito istituzioni, università e imprese, ma l’attenzione si è subito spostata sulle prospettive future, rappresentate dai nuovi progetti “He-lix” e “Quantas”, entrambi finanziati con 20 milioni di euro ciascuno. Due iniziative che ampliano il raggio d’azione della Fondazione e rafforzano il ruolo della Sicilia all’interno di una rete nazionale dell’innovazione, con il coinvolgimento di hub strategici come Roma e Milano. Il progetto “He-lix” sarà orientato allo sviluppo di una filiera che, attraverso l’utilizzo di micro e nanotecnologie, metterà in connessione valorizzazione dei beni culturali e turismo, puntando su soluzioni innovative per migliorare la fruizione del patrimonio; “Quantas”, invece, si concentrerà sull’applicazione delle tecnologie quantistiche ai dispositivi microelettronici, con l’obiettivo di aumentare sensibilità e precisione in settori chiave come agricoltura, ambiente ed energia, ambiti in cui l’innovazione tecnologica rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Alla base di questo percorso c’è anche un quadro normativo favorevole, rappresentato dal decreto ministeriale n. 307 del 18 marzo 2025, che promuove il proseguimento delle attività degli hub finanziati dal PNRR, incentivando la collaborazione tra soggetti diversi e la costruzione di reti integrate, un modello che Samothrace ha saputo interpretare in modo efficace, come sottolineato anche dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Il progetto si conferma così un esempio concreto di come la ricerca possa tradursi in soluzioni applicative e opportunità di sviluppo, contribuendo a rafforzare la competitività del territorio.
Per l’Università di Catania, protagonista di questo percorso, i risultati ottenuti rappresentano una conferma del ruolo strategico dell’ateneo all’interno dell’ecosistema dell’innovazione. Il rettore Enrico Foti ha evidenziato come Samothrace abbia già dimostrato la capacità di mettere in rete università, imprese e istituzioni, generando ricerca, brevetti e collaborazione, ma ha anche sottolineato la necessità di consolidare questi risultati in un modello stabile e duraturo, capace di produrre occupazione qualificata e attrarre investimenti. L’obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente la posizione di Catania come polo di ricerca e sviluppo, in grado di competere a livello nazionale e internazionale. Anche sul piano urbano e territoriale, l’impatto del progetto è significativo, come evidenziato dal sindaco Enrico Trantino, che ha richiamato l’attenzione sul contributo offerto dal pillar dedicato alla mobilità sostenibile, in una città caratterizzata da forti criticità legate al traffico e alla pressione sul sistema della mobilità. Il lavoro sviluppato all’interno del progetto ha infatti permesso di avviare un confronto concreto con l’università per individuare soluzioni innovative, integrate e orientate al futuro, dimostrando come la ricerca possa incidere direttamente sulla qualità della vita dei cittadini.
Momento centrale dell’evento è stata la tavola rotonda “La voce agli Spoke”, che ha visto il confronto tra i protagonisti dei diversi ambiti progettuali, offrendo una visione articolata delle attività svolte e delle prospettive di sviluppo. Un’occasione per mettere in evidenza non solo i risultati raggiunti, ma anche il valore di un approccio collaborativo e multidisciplinare, capace di generare innovazione attraverso il dialogo tra competenze diverse. Con la conclusione di Samothrace e l’avvio dei nuovi progetti, Catania si conferma dunque uno dei principali poli dell’innovazione nel Mezzogiorno e nel Paese, capace di coniugare ricerca avanzata, sviluppo tecnologico e impatto territoriale. Un percorso che dimostra come investire in micro e nanotecnologie non significhi solo produrre conoscenza, ma costruire opportunità concrete per il futuro, trasformando idee e competenze in motori di crescita economica e sociale.








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