L’allarme arriva dal mondo della medicina della riproduzione e riguarda una delle questioni più delicate della sanità italiana: l’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). A lanciare un appello alle istituzioni è il professor Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), che denuncia il perdurare di una situazione di stallo nel Lazio, dove i Livelli Essenziali di Assistenza per la PMA, pur previsti a livello nazionale, non risultano ancora pienamente operativi.

Secondo Greco, il mancato avvio delle procedure sarebbe legato a criteri introdotti dalla Regione Lazio che, a suo giudizio, non troverebbero alcun fondamento scientifico e starebbero producendo l’effetto opposto rispetto a quello auspicato: bloccare l’erogazione delle prestazioni e alimentare un numero crescente di ricorsi amministrativi. “Nel Lazio i LEA per la Procreazione Medicalmente Assistita non sono ancora stati attivati per criteri irragionevoli e privi di qualsiasi presupposto scientifico. Questa situazione ha generato una gravissima paralisi del sistema e oggi ci troviamo di fronte a una vera emergenza sanitaria e sociale”, afferma il presidente della S.I.d.R.

La questione assume particolare rilevanza in un momento storico in cui il tema della natalità è tornato al centro del dibattito politico e istituzionale. L’inserimento della PMA nei LEA rappresenta infatti uno dei passaggi più importanti degli ultimi anni in materia di tutela della salute riproduttiva, consentendo alle coppie con problemi di infertilità di accedere alle cure attraverso il Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, la concreta applicazione delle nuove disposizioni continua a presentare forti disomogeneità territoriali. Mentre alcune regioni hanno già avviato i percorsi previsti, altre incontrano difficoltà organizzative e amministrative che finiscono per ricadere direttamente sui cittadini. Secondo Greco, nel Lazio la situazione è ormai diventata insostenibile. Tutti i centri specializzati operanti sul territorio regionale, sottolinea il presidente della S.I.d.R., sono già certificati dal Centro Nazionale Trapianti e possiedono tutti i requisiti necessari per svolgere in piena sicurezza le procedure previste dalla normativa.

“Tutti i centri PMA del Lazio sono certificati dal CNT e pienamente abilitati allo svolgimento corretto delle procedure richieste. Non si comprende cosa si stia ancora aspettando. Le strutture sono pronte, i professionisti sono qualificati e le coppie continuano invece a rimanere senza risposte”. Il problema non riguarda soltanto il Lazio. L’assenza di una rete realmente uniforme sul territorio nazionale sta provocando un crescente fenomeno di migrazione sanitaria. Molte coppie si rivolgono infatti ad altre regioni nella speranza di ottenere tempi più rapidi e costi sostenibili.

Ma anche questa strada, evidenzia Greco, sta diventando sempre più difficile. La Toscana avrebbe già esaurito il budget disponibile per l’esecuzione delle procedure previste dai LEA, mentre in Lombardia i costi sostenuti dalla Regione sarebbero ormai significativamente superiori rispetto a quelli stabiliti a livello nazionale. Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto le famiglie economicamente più fragili, costrette spesso a rinunciare ai percorsi di cura o a sostenere spese molto elevate per accedere alle tecniche di fecondazione assistita.

La denuncia della Società Italiana della Riproduzione si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il progressivo calo delle nascite in Italia. Da anni il Paese registra uno dei tassi di natalità più bassi d’Europa e il fenomeno della denatalità viene ormai considerato una delle principali emergenze nazionali. Proprio su questo tema, ricorda Greco, è intervenuto recentemente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sull’importanza di affrontare la crisi demografica e di investire sul patrimonio umano del Paese.

“Si parla continuamente di denatalità e della necessità di sostenere le famiglie. Anche il Presidente della Repubblica ha sottolineato la gravità dell’emergenza demografica italiana. È arrivato il momento di trasformare le dichiarazioni di principio in azioni concrete. Non possiamo continuare a discutere mentre migliaia di coppie attendono risposte che riguardano il loro diritto alla genitorialità”, osserva Greco. Secondo gli specialisti del settore, garantire un accesso omogeneo e tempestivo alla Procreazione Medicalmente Assistita non rappresenta soltanto una questione sanitaria, ma anche una scelta strategica per il futuro del Paese. Le difficoltà riproduttive interessano infatti una quota crescente della popolazione, complice l’innalzamento dell’età media alla quale si decide di avere figli, l’aumento di patologie che incidono sulla fertilità e fattori ambientali e sociali sempre più rilevanti.

Per la S.I.d.R., la priorità immediata resta quindi quella di superare lo stallo amministrativo nel Lazio e consentire finalmente l’applicazione concreta dei LEA, garantendo alle coppie un accesso equo alle cure previste dal Servizio sanitario nazionale. “Bisogna intervenire subito con misure straordinarie e pragmatiche. Le coppie non possono più aspettare. La tutela della fertilità e della genitorialità deve diventare una priorità reale e non soltanto un argomento di discussione”, conclude il presidente della Società Italiana della Riproduzione.

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