Il richiamo del presidente Lucio Ferella apre una fase di riflessione nel Sannio: l’ingresso nella nuova società mista per la gestione dell’acqua non è obbligatorio e comporta scelte che peseranno fino al 2051, con implicazioni su governance, responsabilità e infrastrutture idriche.
Lucio Ferella rivolge ai sindaci della provincia di Benevento un appello alla cautela sulla partecipazione a Sannio Acque, la società mista incaricata di gestire il servizio idrico integrato fino al 2051. In una lettera aperta, Ferella invita le amministrazioni a non affrettare l’adesione e a richiedere ogni informazione utile prima di assumere decisioni che incideranno per decenni sulle comunità locali. Il percorso che ha portato alla costituzione della società, secondo Ferella, presenta passaggi che meritano chiarimenti: il socio privato Acea Acqua, indicato con una quota del 45%, sarebbe stato individuato in anticipo rispetto ad altri step istituzionali. Solo successivamente è stata formalizzata la società, inizialmente composta dai Comuni di Solopaca, Campoli del Monte Taburno e Campolattaro.
Ferella sottolinea che «fermarsi non significa rinunciare a decidere», ma pretendere di conoscere tutti gli elementi prima di assumere una scelta destinata a incidere sulla gestione dell’acqua per oltre venticinque anni. Chi aderisse in una fase successiva, avverte, potrebbe trovarsi di fronte a assetti e incarichi già definiti, con il rischio di assumere responsabilità senza aver partecipato alle decisioni strategiche iniziali. L’adesione, ricorda, non è obbligatoria: Sannio Acque sarà comunque gestore d’ambito anche per i Comuni che sceglieranno di non diventare soci.
Il nuovo gestore avrà competenze estese: distribuzione dell’acqua potabile, captazione, adduzione, reti idriche, fognature e depurazione. Per questo Ferella invita a valutare con attenzione la convenienza dell’ingresso nel capitale sociale, considerando le responsabilità amministrative e finanziarie che ne derivano. Tra gli elementi da ponderare: la durata della gestione fino al 2051, la presenza di un socio privato con quota rilevante, la rappresentatività nelle decisioni aziendali, le garanzie sugli investimenti e le ricadute economiche per le comunità.
La posizione espressa da Ferella apre una fase di confronto tra enti locali, cittadini e stakeholder del settore idrico. I sindaci sono chiamati a richiedere documentazione completa, valutazioni tecniche e legali, e a considerare tavoli di coordinamento sovracomunali per individuare la scelta più vantaggiosa per i propri territori. Nei prossimi giorni sarà importante seguire le reazioni politiche e amministrative, con particolare attenzione agli incontri che potranno chiarire governance, condizioni contrattuali e benefici reali per i Comuni interessati.







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