Il presidente della Società Italiana della Riproduzione interviene dopo l’episodio avvenuto al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano: “Eventi rarissimi, ma oggi la tecnologia consente livelli di tracciamento e sicurezza molto elevati”.

Lo scambio di provette avvenuto durante il trasferimento di un embrione al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano impone una riflessione profonda sui sistemi di sicurezza nei percorsi di PMA. A dirlo è il professor Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione, che richiama la necessità di rafforzare ulteriormente le procedure di tracciamento e controllo nei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita. “Anche se si tratta di eventi rarissimi, quanto accaduto al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove si è verificato uno scambio di provette durante il trasferimento di un embrione, impone una forte riflessione”, afferma Greco.

Secondo il presidente della S.I.d.R., le moderne tecnologie oggi consentono di ridurre in modo significativo il rischio di errori di identificazione lungo tutte le fasi del percorso riproduttivo. “Oggi, grazie alle moderne tecnologie, è praticamente impossibile incorrere in questi errori”, spiega. Al centro dell’intervento di Greco c’è il sistema Witness, una tecnologia di tracciamento pensata per seguire gameti ed embrioni durante le diverse fasi di un programma di Procreazione Medicalmente Assistita. Si tratta di strumenti in grado di tracciare prima i gameti, ovvero spermatozoi e ovociti, e successivamente gli embrioni, assicurando un controllo continuo e riducendo il rischio di scambi o errori di attribuzione. Per il presidente della Società Italiana della Riproduzione, dopo i diversi episodi accaduti, è necessario valutare l’opportunità di rendere obbligatorio il sistema Witness in tutti i Centri di PMA.

La proposta punta a introdurre uno standard di sicurezza uniforme, capace di garantire a tutte le coppie lo stesso livello di tutela, indipendentemente dalla struttura alla quale si rivolgono. Nei Centri di PMA più grandi, spiega Greco, il tracciamento elettronico viene spesso affiancato anche da un sistema di monitoraggio umano da parte degli operatori. L’obiettivo è assicurare un doppio livello di verifica e scongiurare qualunque possibilità di scambio di gameti o embrioni. La tecnologia, dunque, non sostituisce il ruolo del personale sanitario, ma lo integra, rafforzando l’affidabilità delle procedure. Un ulteriore passaggio di sicurezza riguarda il riconoscimento della paziente prima del trasferimento dell’embrione.

Secondo Greco, questa verifica viene sempre effettuata prima della procedura, proprio per garantire la piena corrispondenza tra paziente, percorso clinico ed embrione da trasferire. Nei Centri che effettuano diagnosi genetica preimpianto, è inoltre possibile svolgere l’analisi genetica dell’embrione. Questo passaggio può rappresentare un ulteriore livello di controllo e sicurezza, soprattutto nei percorsi più complessi. La vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema delicatissimo: la fiducia delle coppie nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita. Chi affronta un programma di PMA vive spesso un cammino lungo, complesso e carico di aspettative emotive, fisiche e psicologiche. Per questo ogni procedura deve essere accompagnata dal massimo livello di rigore, tracciabilità e trasparenza.

Gli errori, anche quando rarissimi, hanno un impatto enorme. Non riguardano soltanto l’organizzazione sanitaria, ma la vita delle coppie, il loro progetto di genitorialità, il rapporto con la struttura e la percezione di sicurezza dell’intero sistema. Da qui la richiesta di Greco di ragionare su un obbligo generalizzato del sistema Witness. La sicurezza nei Centri di PMA non può dipendere soltanto dalla dimensione della struttura, dalle risorse disponibili o dalle scelte organizzative interne. Serve un modello omogeneo, capace di fissare standard validi per tutti. L’introduzione obbligatoria di sistemi di tracciamento avanzati permetterebbe di rafforzare la prevenzione degli errori, migliorare il controllo delle procedure e garantire maggiore serenità alle coppie.

La Procreazione Medicalmente Assistita è oggi una risorsa fondamentale per molte persone che desiderano avere un figlio. I progressi scientifici hanno ampliato le possibilità di cura e migliorato i risultati clinici. Proprio per questo, sottolinea la riflessione del presidente della S.I.d.R., l’innovazione deve riguardare anche l’organizzazione, la sicurezza e la qualità dei processi. Non basta disporre di tecniche avanzate per la fecondazione, la coltura embrionale o la diagnosi genetica. È indispensabile che ogni fase sia accompagnata da procedure rigorose e sistemi di verifica capaci di proteggere pazienti, operatori ed embrioni. Il caso del San Raffaele diventa così un’occasione per aprire un confronto nazionale. Non per alimentare allarme, ma per rafforzare la prevenzione.

Non per mettere in discussione il valore della PMA, ma per garantire che i suoi percorsi siano sempre più sicuri, controllati e uniformi. La proposta di rendere obbligatorio il sistema Witness in tutti i Centri va in questa direzione. Per Greco, la tecnologia esiste, funziona e può rappresentare uno strumento decisivo per evitare errori che, pur rarissimi, non dovrebbero verificarsi. Il messaggio della Società Italiana della Riproduzione è dunque chiaro. La PMA deve continuare a essere un ambito di alta competenza scientifica, ma anche di massima responsabilità organizzativa. Ogni coppia che entra in un Centro deve poter contare su procedure sicure, tracciabili e trasparenti. Ogni gamete, ogni provetta, ogni embrione deve essere seguito con sistemi capaci di ridurre al minimo il margine di errore. Rendere obbligatorio il sistema Witness significherebbe compiere un passo ulteriore verso una medicina riproduttiva più sicura, moderna e uniforme. Un passo necessario per tutelare le coppie, rafforzare la fiducia nei Centri di PMA e garantire che il desiderio di genitorialità sia accompagnato dal massimo livello possibile di protezione.

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