Oltre ogni aspettativa la prima presentazione nazionale del volume dedicato allo spopolamento delle aree interne. Sala gremita, giovani protagonisti e un confronto intenso che ha acceso i riflettori sul destino dei territori marginali. Il presidente della Pro Loco Antonio Frangiosa: “Una risposta che ci incoraggia a continuare a investire nella cultura”. Libero Sica: “Quando una comunità si interroga sul proprio futuro, la partecipazione diventa speranza”. Non è stata una semplice presentazione editoriale. È stata una serata di confronto, riflessione e partecipazione collettiva che ha restituito fiducia a chi continua a credere nel futuro delle aree interne.
La prima presentazione nazionale del libro “Quando il futuro non abita più qui. Perché i giovani lasciano i territori marginali”, scritto dal professor Ignazio Catauro, si è trasformata in un evento capace di coinvolgere ben oltre le aspettative gli abitanti di Ponte e dell’intero territorio sannita. La sede della Pro Loco Ponte APS si è infatti riempita fino a esaurire ogni spazio disponibile. Cittadini, amministratori, rappresentanti del mondo associativo, giovani e studenti hanno partecipato a un dibattito intenso e coinvolgente attorno a uno dei temi più urgenti del nostro tempo, ovvero lo spopolamento delle aree interne e la progressiva fuga delle nuove generazioni. Un successo che ha sorpreso lo stesso autore. “Confesso che non mi aspettavo una partecipazione così straordinaria – ha dichiarato Ignazio Catauro –. Vedere una sala gremita per discutere di un tema complesso come quello dello spopolamento significa che esiste una comunità viva, consapevole e desiderosa di interrogarsi sul proprio destino. La presenza di tanti giovani mi ha emozionato profondamente perché questo libro parla soprattutto di loro, delle loro scelte, delle loro difficoltà, ma anche delle loro aspirazioni e del loro diritto a immaginare un futuro possibile senza essere costretti a lasciare la propria terra”. L’opera affronta una delle emergenze più silenziose del Mezzogiorno contemporaneo, la perdita progressiva di popolazione nei piccoli centri, il depauperamento del capitale umano e il rischio che intere comunità vedano svanire la propria identità sociale ed economica. Proprio per questo la scelta della Pro Loco Ponte APS di ospitare la prima uscita pubblica del volume assume un significato particolare.
“Abbiamo creduto fin dal primo momento nell’importanza di questa iniziativa – ha affermato il presidente della Pro Loco Ponte APS, Antonio Frangiosa – perché il tema affrontato dal professor Catauro riguarda da vicino il presente e il futuro delle nostre comunità. La straordinaria partecipazione registrata dimostra che esiste una forte esigenza di confronto e di approfondimento. Come Pro Loco continueremo a essere un presidio culturale e sociale del territorio, promuovendo occasioni di crescita, dialogo e consapevolezza collettiva”. Particolarmente significativo è stato anche il contributo dei giovani presenti in sala. Le numerose domande rivolte all’autore hanno dato vita a un dibattito autentico, lontano dalle formule di circostanza e vicino alle preoccupazioni reali di una generazione che spesso si trova costretta a scegliere tra la propria terra e le opportunità professionali.
A coordinare il confronto è stato il giornalista e comunicatore Libero Sica, che ha guidato la discussione favorendo un dialogo aperto tra autore, istituzioni e pubblico. “La partecipazione registrata a Ponte rappresenta un segnale importante – ha sottolineato Sica –. Quando una comunità si ferma a riflettere sul proprio futuro e lo fa coinvolgendo soprattutto i giovani, allora si crea qualcosa che va oltre la presentazione di un libro. Si genera un processo di consapevolezza collettiva. Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture e investimenti, ma hanno anche bisogno di luoghi dove elaborare idee, costruire visioni e alimentare speranze. Questa serata ha dimostrato che tale bisogno esiste ed è forte”.
All’incontro hanno preso parte anche il Vice Sindaco di Ponte, Maria Cristina De Filippo, e numerosi rappresentanti delle Pro Loco della Valle Telesina, testimonianza di una rete territoriale che continua a investire nella cultura come strumento di crescita e coesione sociale. Uno dei momenti più apprezzati della serata è stato il gesto compiuto dalla Pro Loco Ponte APS che ha deciso di donare ai partecipanti le copie distribuite del volume, trasformando l’evento in un’occasione concreta di diffusione della lettura e della conoscenza. Il risultato finale è stato quello di una comunità che, per una sera, ha scelto di guardarsi dentro e interrogarsi sul proprio domani. Perché il tema dello spopolamento non riguarda soltanto chi parte. Riguarda anche chi resta. Riguarda le famiglie, le imprese, le scuole, le associazioni e le istituzioni. Riguarda il destino stesso delle aree interne italiane. E se è vero che il futuro, come suggerisce il titolo del libro, sembra talvolta non abitare più in questi luoghi, la straordinaria partecipazione registrata a Ponte racconta invece una storia diversa, ovvero quella di una comunità che non si arrende all’idea del declino e che continua a cercare, nel confronto e nella cultura, le ragioni per costruire nuove possibilità.







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