Gli architetti accolgono con favore le direttive che chiariscono le tolleranze costruttive e riducono la burocrazia, un passo avanti verso regole più chiare e uniformi.

La Consulta regionale degli Ordini degli Architetti esprime soddisfazione per l’emanazione del decreto numero 44 del primo settembre firmato dall’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò. Si tratta di un provvedimento atteso che interviene sulle criticità emerse con l’applicazione del decreto Salva Casa, semplificando le procedure per la regolarizzazione delle piccole difformità edilizie.

La presidente della Consulta Giuseppina Leone ha ricordato come la norma nazionale avesse introdotto l’obbligo di redigere un progetto strutturale nei casi di difformità realizzate in zone a rischio sismico medio e alto, con la conseguenza di appesantire pratiche che fino a poco tempo fa venivano risolte nella relazione finale del direttore dei lavori. Una scelta che, a suo avviso, aveva rappresentato un passo indietro rispetto all’obiettivo di semplificazione. Per questo la Consulta aveva sollecitato l’assessorato regionale a emanare direttive in grado di uniformare le applicazioni e superare le difficoltà interpretative.

La risposta è arrivata con il decreto 44 che distingue chiaramente tra le diverse tolleranze costruttive. Quelle contenute entro il due per cento non richiedono alcun adempimento, mentre per quelle fino al cinque per cento è sufficiente depositare presso il Genio Civile un certificato di idoneità sismica redatto ai sensi dell’articolo 110 della legge regionale 4 del 2003. Il documento viene semplicemente depositato e restituito all’utente senza alcuna segnalazione all’autorità giudiziaria, poiché le difformità considerate non costituiscono violazione delle norme antisismiche.

Leone ha sottolineato come resti ancora molto lavoro da fare per una radicale semplificazione delle procedure in edilizia, ma ha espresso soddisfazione per un decreto che testimonia l’apertura della politica verso le professioni tecniche. Un atteggiamento già dimostrato con la legge regionale 12 del 2023 che, recependo il nuovo codice dei contratti, ha favorito una maggiore partecipazione delle giovani generazioni e delle strutture professionali medio piccole al mercato dei lavori pubblici.

 

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