La Domus Ars di via Santa Chiara ha accolto la decima edizione di Sicut Sagittae, la rassegna di musica antica prodotta dalla Fondazione Il Canto di Virgilio con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Campania. Un traguardo importante per un’iniziativa che, in dieci anni, si è consolidata come uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama nazionale dedicato al repertorio antico, capace di unire rigore filologico, interpreti di livello internazionale e un pubblico sempre più appassionato.

Il cartellone del decennale ha proposto tre concerti che hanno tracciato un viaggio dal Cinquecento al Seicento, restituendo voce a capolavori spesso dimenticati e dimostrando la sorprendente attualità di un patrimonio che continua a emozionare.

Ad aprire la rassegna, domenica 5 ottobre, è stato il concerto Maestro e Vice Maestro con il mezzosoprano Marta Fumagalli e il clavicembalista Angelo Trancone: un omaggio alla Napoli barocca attraverso le arie di Alessandro Scarlatti e del suo allievo Francesco Mancini, protagonisti assoluti della scuola partenopea.

Il 31 ottobre il pubblico ha scoperto l’anima popolareggiante e cortese della villanella napoletana del Cinquecento. Sul palco, la voce intensa di Pino De Vittorio e la viola da mano di Bor Zuljan hanno dato vita a un programma che ha spaziato da Giacomo Gorzanis a Joan Maria da Crema, riportando alla luce le radici di una tradizione musicale che rese Napoli celebre in tutta Europa.

Il momento più atteso è arrivato venerdì 28 novembre, quando Rinaldo Alessandrini e il suo Concerto Italiano hanno regalato un’esecuzione memorabile dei madrigali di Claudio Monteverdi, nel programma Come veggiamo usarsi ne’ madrigali moderni. L’ensemble, tra i più acclamati al mondo, ha offerto al pubblico una lettura di straordinaria intensità espressiva, capace di svelare la forza emotiva e la modernità del compositore che traghettò il genere dal Rinascimento al Barocco.

«Con Sicut Sagittae – ha ricordato Carlo Maria Faiello, presidente della Fondazione Il Canto di Virgilio – vogliamo offrire al pubblico non solo l’occasione di ascoltare esecuzioni eccellenti, ma anche la possibilità di comprendere quanto la musica antica sia una chiave attuale per conoscere la nostra storia e la nostra identità culturale».

Tre appuntamenti sold out, pubblico partecipe e appassionato, applausi lunghi e convinti: così Napoli ha celebrato i dieci anni di una rassegna che si conferma ponte vivo tra passato e presente, e che guarda già al futuro con la stessa eleganza e vitalità che l’hanno resa un’eccellenza riconosciuta.

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