
Un gesto semplice, ma carico di significato, ha portato un’ondata di calore e vicinanza all’Ospedale Sacro Cuore di Gesù – Fatebenefratelli di Benevento. Nella mattinata di sabato 4 aprile 2026, i tifosi della Curva Sud del Benevento Calcio hanno fatto visita al reparto di Pediatria, donando uova di cioccolato ai piccoli pazienti in occasione delle festività pasquali.
Un’iniziativa che ha trasformato una giornata ordinaria in un momento di festa, regalando sorrisi, emozioni e un senso concreto di comunità ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. L’arrivo dei supporter giallorossi è stato accolto con entusiasmo e curiosità, dimostrando ancora una volta come anche un gesto simbolico possa avere un forte impatto umano, soprattutto in contesti delicati come quello ospedaliero.
La Curva Sud, cuore pulsante del tifo beneventano, conferma così il proprio impegno sociale, portando avanti una tradizione di solidarietà che va ben oltre il sostegno alla squadra. Un segnale chiaro di come il calcio possa diventare strumento di condivisione, vicinanza e responsabilità verso il territorio. Il Padre Priore Fra Michele Montemurri, insieme al personale sanitario del reparto di Pediatria, ha espresso sincera gratitudine per l’iniziativa, sottolineando il valore di gesti capaci di rendere più sereno l’ambiente ospedaliero. In un luogo in cui ogni giorno si affrontano sfide importanti, momenti come questo contribuiscono a restituire ai bambini e alle loro famiglie una dimensione di normalità e leggerezza.
A evidenziare il significato dell’iniziativa è stato anche il dott. Raffaello Rabuano, direttore della UOC di Pediatria, Neonatologia e UTIN dell’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, che ha dichiarato: “L’iniziativa della Curva Sud dimostra come il tifo possa trasformarsi in un motore di solidarietà e vicinanza. Un gesto che va oltre i colori e che ricorda quanto sia prezioso, soprattutto in periodi difficili, sentirsi parte di una comunità che non dimentica i più piccoli”. Un momento di condivisione che conferma come, anche fuori dal campo, il senso di appartenenza possa diventare un valore concreto, capace di unire sport, territorio e solidarietà in un unico, grande abbraccio collettivo.








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