
Una serata destinata a entrare nella memoria collettiva quella che ieri, venerdì 26 settembre, ha illuminato l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno per la nona edizione del Premio Leonardo. Un gala già ricco di attese che ha regalato un momento irripetibile: sul palco, accanto a Elena Anticoli De Curtis, nipote del Principe della Risata, è apparso Totò. O almeno così è sembrato al pubblico, rapito dall’illusione perfetta.
In realtà si trattava di Francesco Paolocci, trasformato grazie a un trucco protesico straordinario che lo ha reso indistinguibile dal grande Antonio De Curtis. Mentre Elena riceveva il Premio alla Memoria del nonno, l’abbraccio con il “sosia” ha colpito al cuore la platea, che si è alzata in piedi tra commozione e stupore. Per un istante Totò è parso davvero tornare a vivere, riportato sul palco dall’arte e dalla tecnica ma soprattutto dal legame familiare e dal calore del pubblico.
La magia è stata resa possibile dai fratelli Paolocci, pionieri degli effetti speciali e docenti all’Accademia Europea di Alta Formazione, premiati con la Maschera d’Artista: un corno in ceramica creato da Rossella Conti. Gli altri ospiti hanno ricevuto piatti in ceramica firmati dalla stessa artista, simbolo di un riconoscimento che unisce radici locali e respiro nazionale.
I conduttori Paola Saluzzi e Pino Strabioli hanno condiviso l’emozione della sala, ribadendo che «un Totò così non si era mai visto». E l’assessore Paola De Roberto ha ricordato come il Premio Leonardo testimoni la capacità di Salerno di essere città di cultura, memoria e innovazione.

Oltre al tributo al Principe della Risata, la serata ha celebrato eccellenze in vari campi. Luca Bindi, geologo e mineralogista, ha ricevuto il Premio per la ricerca scientifica; Licia Colò, volto storico della divulgazione naturalistica, quello per la comunicazione ambientale; l’astrofisico Adrian Fartade ha emozionato il pubblico mostrando un frammento di luna nel ritirare il riconoscimento per la divulgazione scientifica; l’attrice e creator Angelica Massera ha raccontato con ironia la sua storia personale accogliendo il Premio per la comunicazione; l’imprenditore Biagio Crescenzo ha ricevuto il Premio speciale Leonardo da Vinci come simbolo di innovazione radicata nel territorio.
Tra applausi e standing ovation, la nona edizione del Premio Leonardo ha dimostrato ancora una volta di saper intrecciare ricerca, divulgazione e spettacolo in un unico racconto. «Vedere Elena De Curtis stringere quel Totò vivente è stato come rendere tangibile un ricordo collettivo» ha dichiarato Nino Vincensi, ideatore dell’evento. Il Premio Leonardo 2025 ha così superato i confini di una semplice cerimonia di riconoscimenti per trasformarsi in una celebrazione dell’umanità che sorregge ogni eccellenza. A Salerno, per una sera, Totò è tornato davvero.




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