Straface: “Già 737 famiglie beneficiarie. La parità di genere si costruisce con strumenti concreti e servizi reali”

La Regione Calabria accelera sulle politiche di welfare e sostegno all’occupazione femminile con un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro destinato al progetto “Concilia”, una delle principali misure regionali pensate per favorire l’equilibrio tra vita familiare e lavoro. Un intervento che punta a incidere in modo strutturale su uno dei principali ostacoli all’occupazione delle donne nel Mezzogiorno: la difficoltà di conciliare responsabilità familiari, cura dei figli e attività professionale.

Ad annunciare l’avanzamento del programma è stata l’assessore regionale al Welfare, Inclusione sociale e Pari Opportunità, Pasqualina Straface, che ha definito il sostegno alle donne “una priorità assoluta del progetto di crescita e civiltà della Calabria”. “Supportare le donne calabresi – ha dichiarato l’assessore – significa trasformare le difficoltà quotidiane in opportunità concrete di autonomia, stabilità e serenità professionale. Vogliamo rispondere con fatti e risorse tangibili a chi chiede politiche vere per la parità di genere”.

Il progetto “Concilia” rientra nella programmazione del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027 e dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 7.030.167 euro distribuiti sulle annualità 2025, 2026 e 2027. L’obiettivo è sostenere lavoratrici e lavoratori attraverso voucher destinati all’acquisto di servizi di assistenza familiare e cura. Per l’annualità 2025 la Regione ha già impegnato una prima tranche da 3,5 milioni di euro, consentendo l’ammissione e il finanziamento di 737 domande presentate da famiglie calabresi. Numeri che, secondo la Regione, confermano l’elevata domanda di strumenti concreti di conciliazione e la necessità di rafforzare il welfare territoriale.

“Il tema della conciliazione – ha spiegato Straface – rappresenta oggi il nodo centrale dell’occupazione femminile. Troppe donne continuano a trovarsi costrette a scegliere tra lavoro e famiglia. È una condizione che impoverisce non solo le persone, ma l’intero sistema economico regionale”. La misura è stata costruita proprio per alleggerire il peso delle responsabilità di cura che ancora oggi ricadono prevalentemente sulle donne. I voucher potranno infatti essere utilizzati per una vasta gamma di servizi rivolti ai minori di 18 anni o ai familiari con disabilità e condizioni di non autosufficienza.

Tra le prestazioni finanziabili figurano servizi di baby-sitting e baby-parking, centri educativi e di aggregazione per ragazzi, attività scolastiche estive, supporto allo studio, educatori familiari, tutor specializzati per situazioni di neurodiversità e percorsi di sostegno all’apprendimento. Particolare attenzione viene riservata anche all’assistenza delle persone fragili e non autosufficienti. I voucher potranno infatti coprire servizi di assistenza domiciliare, badanti, supporto infermieristico, trasporto sociale e accompagnamento attraverso il cosiddetto “taxi sociale”, oltre alla frequenza di centri socio-terapeutici per persone con disabilità.

L’obiettivo della Regione è costruire un sistema di welfare più vicino ai bisogni reali delle famiglie e capace di incidere direttamente sulla qualità della vita quotidiana. Una strategia che si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee per l’inclusione sociale e la partecipazione femminile al mercato del lavoro. I dati sull’occupazione femminile nel Mezzogiorno continuano infatti a mostrare forti criticità. La Calabria resta tra le regioni italiane con i più bassi tassi di occupazione delle donne, spesso penalizzate dalla carenza di servizi di assistenza e da una rete di welfare ancora insufficiente rispetto alle esigenze delle famiglie.

Per questo la Regione punta a trasformare “Concilia” in una misura stabile e continuativa, già proiettata verso la seconda finestra prevista per il 2026. L’assessore Straface ha confermato che gli uffici regionali sono già al lavoro per garantire continuità al programma e ampliare progressivamente la platea dei beneficiari. “Non stiamo costruendo un sistema basato soltanto su contributi economici – ha sottolineato – ma un modello di welfare moderno che offre strumenti concreti di libertà e autonomia. Aiutare una donna a lavorare significa rafforzare l’intera comunità”. La gestione operativa del progetto avviene attraverso la piattaforma Calabria Europa, scelta dalla Regione per garantire trasparenza nelle graduatorie, rapidità nelle procedure e tracciabilità nell’erogazione dei fondi.

L’intervento assume anche un valore politico e culturale in una regione dove il tema dell’emancipazione femminile continua a intrecciarsi con quello dello sviluppo economico e della coesione sociale. La possibilità di accedere a servizi di cura rappresenta infatti uno dei fattori decisivi per favorire permanenza nel lavoro, indipendenza economica e riduzione delle disuguaglianze di genere. Con “Concilia”, la Regione Calabria prova dunque a costruire un modello di welfare territoriale orientato non soltanto all’assistenza, ma alla partecipazione attiva delle donne alla vita economica e sociale. Una scelta che punta a trasformare i servizi di cura da costo privato delle famiglie a infrastruttura pubblica essenziale per lo sviluppo del territorio.

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